L’auto corre ancora in Borsa Industrial, outlook stabile

MILANO – Il crollo delle vendite auto di Fiat non frena l’entusiasmo degli investitori a tre giorni dalla scissione del titolo del Lingotto. Se Fiat Industrial, che ingloba la produzione di automezzi commerciali e agricoli, ha ceduto l’1,31% a 8,86 euro soprattutto per le prese di beneficio, il titolo di Fiat Spa (l’auto) ha guadagnato un altro 2,07 a 7,63 euro. Dal debutto in Borsa il nuovo titolo ha registrato una progressione del 13,95%, non curante del fatto che, nel 2010, le vendite dell’azienda siano scese del 16,7% e che solo a dicembre il saldo negativo sia stato del 26,4%. A spingere gli acquisti, secondo gli operatori, sarebbero stati i dati positivi del mercato a dicembre in Brasile, dove il gruppo italiano si conferma leader. Ma non solo. Gli investitori apprezzano anche il piano dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, per la riorganizzazione degli stabilimenti italiani e per le nuove discusse relazioni industriali.
Ieri è stato anche il giorno del nuovo assetto di Fiat Industrial che ha varato un consiglio esecutivo con il compito di «rivedere l’andamento operativo delle attività , stabilire gli obiettivi, adottare le scelte strategiche, decidere gli investimenti, condividere le best practices e gestire lo sviluppo manageriale». Marchionne sarà  il presidente, mentre gli altri membri saranno gli amministratori delegati di tutte le società  del gruppo. La nuova Fiat Industrial, inoltre, ha ottenuto il suo primo rating da Moody’s che, in linea con il giudizio sul Lingotto prima della scissione, ha assegnato al titolo un Ba1 con outlook stabile. Il rating – ha spiegato l’agenzia americana – considera la dimensione dello spin-off, la diversificazione regionale dei ricavi, la crescente posizione competitiva di Cnh nel comparto delle macchine agricole e della solida posizione di mercato di Iveco nei veicoli commerciali leggeri. L’outlook si basa, invece, sull’attesa di un ebit al 4% nel 2011. 


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