Milano, gli immigrati scesi dalla torre lanciano nuove iniziative di protesta

MILANO – I migranti che per quasi un mese hanno protestato contro la sanatoria truffa dalla torretta della ex Carlo Erba in via Imbonati a Milano sono scesi a terra, ma continuano le iniziative di protesta e sensibilizzazione. Attraverso una nuova sigla, l’associazione “Immigrati autorganizzati”, lanciano la  campagna “Torre chiama terra: diritti per tutti!” che avrà  un primo appuntamento sabato 15 gennaio con un presidio alle colonne di San Lorenzo. “Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare e informare i cittadini italiani e stranieri -spiega Edda Pando-. Sabato spiegheremo quali sono le criticità  legate al decreto flussi”. A questo primo presidio ne seguiranno altri tre, ciascuno dei quali focalizzato su una problematica specifica: la sanatoria truffa, il prolungamento dei permessi di soggiorno per chi perde il lavoro, il diritto di voto, la cittadinanza per i bambini stranieri nati in Italia, la tutela del diritto d’asilo, i centri di identificazione ed espulsione. “Un percorso che vuole anche essere di avvicinamento al prossimo appuntamento del Primo Marzo”, conclude Edda Pando.

Tra i temi caldi, il problema della sanatoria truffa “che non è stato ancora risolto -si legge nel comunicato-. Migliaia di immigrati che lavorano in Italia rischiano di rimanere nella clandestinità  e nelle grinfie del lavoro nero”. Per questo motivo “Immigrati autorganizzati” chiede la concessione di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per quanti sono stati truffati durante la sanatoria del settembre 2009.  “Vogliamo vivere e lavorare alla luce del sole -spiegano ancora dall’associazione-. Il nuovo decreto flussi è valido solo per gli stranieri che sono ancora nel Paese d’origine. Per quelli che sono già  qui non esiste alcun meccanismo che permetta ai loro datori di lavoro di assumerli”. Un buco legislativo che produce un mercato di lavoratori in nero, in mano a caporali o intermediari, in cui prospera l’irregolarità  fiscale e normativa. Per questo motivo “Immigrati autorganizzati” chiede la concessione di un permesso di soggiorno a chi denuncia il lavoro nero e, per i lavoratori in regola che hanno perso il posto a causa della crisi, il prolungamento della validità  dei permessi di soggiorno oltre i sei mesi previsti. (is)

 

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