Povertà  e nuovi nati. Uno studio raccoglie le buone pratiche in Italia

Presentati i risultati del progetto realizzato dall’Associazione “Il Melograno, Centro Informazione Maternità  e Nascita”, che ha visto la realizzazione di un manuale di buone pratiche e censito circa 270 progetti realizzati a livello locale

Redattore Sociale Sergio Segio • 27/1/2011 • Buone pratiche e Buone notizie • 140 Viste

ROMA – “Mettere in luce quanto di significativo viene realizzato in Italia per prevenire e contrastare l’impoverimento delle famiglie alla nascita di un figlio”. È stato questo uno degli obiettivi principali del progetto “Povertà  e Nascita – Un osservatorio sulla povertà  delle famiglie alla nascita di un figlio” realizzato dall’associazione “Il Melograno, Centro Informazione Maternità  e Nascita” di Roma con il finanziamento della Commissione Europea  e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in occasione dell’Anno europeo della lotta alla povertà  e all’esclusione sociale. I risultati saranno presentati nell’ambito di un seminario previsto per oggi e domani presso il Ministero del Lavoro con la partecipazione di operatori ed esperti del settore.
Il progetto ha visto la realizzazione di un manuale di buone pratiche realizzate in Italia disponibile online sul sito http://www.povertaenascita.it/, ma soprattutto un database che ha raccolto e censito in tutt’Italia circa 270 progetti realizzati a livello locale per assicurare alle famiglie in attesa di un figlio o con un figlio nel primo anno di vita sostegni e servizi adeguati a scongiurare il rischio di cadere in povertà .  Il database è già  online ed è possibile rintracciare sul proprio territorio le esperienze significative censite dall’osservatorio. “Questo progetto nasce dalla considerazione che troppo spesso l’attenzione che oggi viene data all’evento nascita rimanga ancora fortemente circoscritta ai soli aspetti sanitari e medici; esistono però altre dimensioni della nascita che se sottovalutate o peggio ignorate rischiano di avere conseguenze negative nelle famiglie. – spiega Raffaella Scalisi, psicologa e responsabile del progetto – per questo abbiamo voluto accendere un riflettore sul momento che vivono le famiglie alla nascita di un bambino e su quali sono i servizi e le esperienze messi in atto in tutto il territorio nazionale per valorizzare e sostenere le responsabilità  familiari nei primi periodi dopo la nascita di un figlio.”
Secondo lo studio, infatti, il contesto italiano fa registrare ad oggi una crescita dei ‘costi’ economici da affrontare all’arrivo di un figlio. Secondo il Centro Italiano di studi sulla famiglia, infatti, “il costo mensile di mantenimento di un bambino in termini assoluti per la classe di età  0-5 anni è uguale a 317 euro per circa 3.800 euro l’anno”.  Sono le donne, ancora oggi, a rappresentare i soggetti più esposti alle conseguenze sociali della povertà : “le mamme povere con almeno un figlio minorenne sono l’8,73% delle mamme italiane”. Tra i fattori di rischio, lo studio indica al primo posto la precarietà  lavorativa, soprattutto per le donne. “Una donna su 10 esce dal mercato del lavoro per il proprio impegno diretto con i figli”. Ma il rischio di diventare poveri riguarda anche la perdita di contatto con reti informali di sostegno o a causa della mancanza di un’offerta di servizi di servizi adeguata. A creare problemi anche il disagio abitativo e anche l’età  dei genitori e il livello di istruzione. Lo studio, inoltre, individua anche quelli che sono invece i fattori di protezione che allontanano il rischio di povertà  all’arrivo di un figlio. Tra questi gli interventi sociali ed economici che possano “incrementare la disponibilità  economica delle famiglie, favorire l’occupazione femminile e condizioni di lavoro stabili e protette, promuovere la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi familiari, creare una rete di servizi adeguata che possa affiancare la famiglia nei compiti di cura e sostenere politiche di riduzione del disagio abitativo”. (ga)

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