Record di adozioni internazionali. Nel 2010 oltre 4.000, in testa la Russia

ROMA – Il 2010 è stato l’anno con il maggior numero di adozioni realizzato dalle coppie italiane: è la prima volta infatti che viene superato il numero di 4000. Un dato che fa dell’Italia il primo Paese d’accoglienza in Europa, secondo nel mondo solo agli Stati Uniti d’America. Le rilevazioni sono state effettuate dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, che nel 2010 ha rilasciato l’autorizzazione all’ingresso in Italia per 4.130 bambini, provenienti da 58 Paesi (è in corso la verifica definitiva dei dati, che dovrebbe essere conclusa in febbraio). Nel 2009 le autorizzazioni all’ingresso avevano riguardato 3964 minori: vi è stato pertanto un aumento del 4,2%.

“La regione con il maggior numero di adozioni – ha ricordato il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario – è la Lombardia, seguita da Lazio, Toscana e Veneto, ma si constata un significativo aumento anche nelle regioni meridionali, ad eccezione della Sicilia”.

Mentre il primo Paese di provenienza dei bambini adottati da coppie italiane è la Federazione Russa con 707 minori, ma è stato particolarmente elevato l’aumento del numero dei bambini provenienti dalla Colombia, che sono stati 592 a fronte dei 444 del 2009. La Colombia è dunque il secondo Paese di provenienza, seguito dall’Ucraina con 426 adozioni, dal Brasile con 318, dall’Etiopia con 274, dal Vietnam con 251 e dalla Polonia con 193.

Significativo è l’incremento dei minori provenienti dall’America Latina (+16,34%) e dall’Asia (+34,71%) malgrado le trasformazioni interne in corso nei Paesi Vietnam, Nepal e Cambogia; 443 sono i minori provenienti da Paesi dell’Africa.

Aumentato, rispetto agli anni passati, anche il numero dei decreti di idoneità  rilasciati dai Tribunali dei minorenni seguiti dal conferimento dell’incarico ad un ente autorizzato.

Nel 2010 il tempo medio di attesa per la realizzazione di un’adozione internazionale (calcolato dal momento del conferimento dell’incarico all’ente autorizzato fino al rilascio dell’autorizzazione all’ingresso di competenza della Commissione) è stato di 26 mesi, mentre prima ci volevano anche tre o quattro anni. E il dato sembra in continuo miglioramento: in particolare, il 45,9% delle adozioni concluse nel 2010 riguarda coppie che avevano conferito l’incarico all’ente nel 2009 o, addirittura, nel 2010.

L’Italia, ricorda sul suo sito la Commissione per le Adozioni Internazionali , è uno dei pochissimi Paesi a prevedere un consistente sostegno economico statale alle famiglie che hanno intrapreso la procedura adottiva, sia sotto il profilo della deducibilità  fiscale, sia sotto il profilo del rimborso delle spese sostenute che, nel 2010, è stato aumentato.

La Commissione per le adozioni internazionali ha inoltre sviluppato “un energico ed efficiente sistema di cooperazione per la promozione dei diritti dell’infanzia, finanziando in tutti i Paesi d’origine centinaia di progetti, realizzati dagli enti autorizzati e mirati all’attuazione concreta del principio di sussidiarietà  e alla promozione dei diritti dei bambini, ivi compreso quello di crescere nella propria famiglia biologica”.


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