Tutti contro la censura degli autori “pro-battisti”

La lista nera dei “libri proibiti” scalda la rete, mobilita gli scrittori, suscita la reazione degli editori. Ma non è in discussione il caso Battisti, nei confronti del quale è quasi unanime la condanna. Ciò che provoca indignazione è la richiesta di censura e di messa al bando di un gruppo di autori, firmatari nel 2004 di un appello per la scarcerazione del terrorista. Se improvvido appare a molti quel manifesto “pro Battisti”, l’attuale iniziativa suggerita dall’assessore veneto Speranzon evoca i peggiori fantasmi. E dai roghi dell’Inquisizione a Fahrenheit 451, non mancavano ieri nei blog riferimenti storici e letterari.
Sarà  il caso di riepilogare la faccenda. L’assessore alla Cultura della provincia di Venezia, il pidiellino Raffele Speranzon, un passato nel Fronte della gioventù, ha annunciato di voler chiedere a tutte le biblioteche del veneziano di rimuovere dagli scaffali i libri degli scrittori firmatari di un manifesto a favore di Cesare Battisti. E ha annunciato anche di voler chiedere alle medesime biblioteche di rinunciare a iniziative con tali autori, che vanno stigmatizzati come “persone sgradite”. Una proposta che – se presa sul serio – metterebbe al bando autori come Daniel Pennac e Giorgio Agamben, Nanni Balestrini e Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti e Giuseppe Genna, i Wu Ming e Tiziano Scarpa. E in laguna non potrebbero affacciarsi, di persona o con le opere, neppure Sandrone Dazieri e Tiziano Scarpa, Dario Voltolini e Loredana Lipperini, Laura Grimaldi e Tommaso Pincio, Pino Cacucci e Antonio Moresco. Tutti fuori, almeno dalle biblioteche.
Al momento non sembra che l’iniziativa abbia avuto successo, tutt’altro. Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, s’è detto contrario a qualsiasi forma di censura. E dai microfoni di Fahrenheit, su Radiotre, la presidente della provincia di Venezia Francesca Zaccariotto ha scaricato duramente il suo assessore, annunciando che «qualora presentasse la proposta in giunta, la provincia di Venezia non la sosterrà ». Per dirla con le parole di Luciano Canfora, «un’iniziativa di gigantesca idiozia».
Colpisce il fatto che, nell’Italia di oggi, un amministratore pubblico possa uscirsene con una trovata del genere. «Un atto di profonda ignoranza democratica», la definisce Ernesto Franco, direttore della Einaudi. «Boicottare i libri e le idee è un atto di imbarbarimento che non può trovare mai, in alcun fatto o dichiarazione o opinione, per quanto controversi essi siano, la benché minima giustificazione». Alcuni giornali hanno parlato di “boicottaggio civile”, «ma l’espressione non mi sembra appropriata», interviene Michela Murgia, solidale con gli autori proscritti. «Quello proposto dall’assessore è un atto di censura. Non è il lettore che sceglie di non comprare un libro, ma è il bibliotecario che lo toglie dalla circolazione in un luogo pubblico». Anche altri scrittori, che pure non figurano nella lista nera, si mostrano reattivi: tra gli altri Marcello Fois, Simona Vinci e Mariolina Venezia. «Una porcata» è l’espressione scelta da Carlo Lucarelli, pur in totale dissenso dai firmatari dell’appello per la liberazione del terrorista. Parole di condanna arrivano anche da Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro. «Ho sempre trovato un po’ ridicole le mobilitazione in favore di Battisti», dice sul sito Affaritaliani.it. «Ma i libri sono libri. E hanno diritto a stare dove stanno».
L’assessore veneto racconta di essere stato mosso da una buona intenzione – indurre alcuni intellettuali a un ripensamento sul caso Battisti – ma la soluzione adottata sembra la peggiore possibile. Speranzon, nomen ma non omen. «Ora non vorrà  fermarsi alla proscrizione», suggerisce Andrea Camilleri. «Gli proporrei di organizzare un bel rogo di libri. Una soluzione che nella Germania hitleriana ha avuto un discreto successo: l’assessore, che viene dal Fronte della Gioventù, dovrebbe saperlo». Ricordi che ancora feriscono, poi la didascalia di quest’ultima fotografia nazionale. «È un’Italia che mi avvilisce sempre di più. E, a 85 anni, riesce ancora a rattristarmi».


Related Articles

La guerra a bassa intensità  per distruggere i wobblies

AMERICANA «ONE BIG UNION», IL NUOVO ROMANZO DI VALERIO EVANGELISTI PER MONDADORI

Giorgio Agamben: “Credo nel legame tra filosofia e poesia Ho sempre amato la verità e la parola”

Gli anni parigini con Italo Calvino, le lezioni di Heidegger e la Roma dei Sessanta. Parla lo studioso che ha saputo spaziare tra estetica e biopolitica

La testa d’idra del razzismo di stato

«SULLA PELLE DEI ROM» DI CARLO STASOLLA PER LE EDIZIONI ALEGRE
Dagli sgomberi all’internamento. Una attenta ricostruzione del «Piano Nomadi» stilato e applicato dalla giunta romana di Gianni Alemanno

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment