“Basta campi, basta morti innocenti”: la protesta in piazza delle associazioni

ROMA – “Basta campi, basta morti innocenti”. Lo chiedono a gran voce diverse associazioni e realtà  romane che per giovedì 10 febbraio in Piazza Campidoglio alle ore 18 hanno indetto una manifestazione di protesta contro il Piano nomadi della capitale. “Crediamo – si legge in un comunicato diffuso nella giornata di oggi – che sia necessario scendere in piazza e andare sotto il palazzo del governo di questa città  per denunciare, con profonda e consapevole decisione, questa politica discriminatoria, inadeguata e inefficace, da oggi infanticida”. Per i promotori, infatti, la morte dei quattro bambini rom è stata causata da “anni di colpevole emarginazione delle popolazioni rom, dalla politica degli sgomberi, da quella dei campi nomadi, da un’emergenza che sembra infinita, dai milioni di euro spesi nel tanto decantato Piano nomadi, dalla scelta criminogena di affrontare le questioni sociali in termini di ordine pubblico”.

Le associazioni puntano il dito soprattutto contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Neanche era stato spento il rogo – si legge nel testo – che il sindaco della Capitale si era già  permesso di alzare la voce per avere ancora più soldi e poteri speciali al fine di mettere in mezzo alla strada, o in invivibili container, centinaia di persone “colpevoli” di essere rom”. Un “atteggiamento pericoloso”, quello dell’amministrazione capitolina, secondo le associazioni. “Sono state deliberatamente ignorati i rilievi e i richiami internazionali, inascoltata la denuncia di Amnesty International e a nulla sono valsi i dossier di importanti associazioni che si sono espresse contro il Piano Nomadi. Gli aiuti, i poteri e i soldi il sindaco li ha avuti e il frutto sono anche queste 4 vittime innocenti”.

Una manifestazione di piazza, spiegano i promotori, per chiedere “l’immediata interruzione del fallito Piano Nomadi, le necessarie sostituzioni dei responsabili di queste politiche, l’avvio di un percorso di superamento della pluridecennale politica dei campi, l’immediata soluzione di tutti quei contesti spontanei dove sono costrette centinaia di persone e anche il rispetto della legislazione internazionale, in particolare in materia di rom e di sgomberi”. Tra le richieste anche “l’avvio di politiche capaci di garantire il diritto all’abitare a quanti oggi, migranti e non, rom e gadgè, vivono la drammatica emergenza abitativa di questa città , ricorrendo al riconoscimento dei percorsi di auto-recupero urbano e utilizzando il patrimonio pubblico in dismissione invertendo radicalmente la politica di privatizzazione e di sperperi di questa amministrazione”.

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