Brucia anche l’Oman, cinque morti. Si estende la rivolta antiregime

Circa un migliaio di manifestanti, scesi in piazza per chiedere riforme politiche, posti di lavoro e una migliore retribuzione, hanno bloccato la strada che porta alla cittadina costiera di Sohar, dove si trova il principale porto di esportazione. Bloccato anche l’incrocio stradale di terra Roundabout, importante punto di snodo, bruciata una stazione di polizia e due uffici pubblici.
Secondo quanto riportato dalle autorità  locali, gli scontri tra dimostranti e truppe del sultanato, cominciati lo scorso sabato, hanno già  causato la morte di due rivoltosi. Mentre i manifestanti antigovernativi parlano di «almeno cinque persone uccise». Un ufficiale della sicurezza riferisce inoltre che i manifestanti «hanno attaccato una stazione di polizia» e le truppe locali «hanno risposto lanciando gas lacrimogeni e sparando proiettili di gomma».
L’agenzia di stampa Ona scrive invece di un supermercato dato alle fiamme e un incendio nella casa del governatore di Sohar.


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