E Alemanno chiede poteri speciali “Maledetta burocrazia, basta baracche”

ROMA – «Non possiamo permettere che la gente continui a vivere in baracche di plastica, dove basta un cerino che cade nel posto sbagliato per farle diventare dei forni crematori a cielo aperto». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno sembra voler finalmente mettere in atto il riordino dei campi nomadi nella capitale, una fatica a lungo annunciata e mai portata a termine. «Domani chiederò poteri speciali per il prefetto – ha aggiunto – perché possa dare atto al piano nomadi. Questo campo non è stato sgomberato perché c’erano dei bambini, ma finché la questione nomadi rimarrà  tratta in questa maniera e avrà  ostacoli burocratici, rimarrà  un’emergenza, come lo è da due anni». Usa parole forti Alemanno annuncia di «voler chiedere urlando al governo l’assegnazione di poteri speciali». Ora sì che può farlo. Eppure la “querelle” del campo nomadi va avanti dal suo insediamento: una delle sue priorità  in campagna elettorale. A giugno scorso disse: «Nel giro di otto mesi saranno realizzati i nuovi insediamenti autorizzati, entro la primavera del 2011 verrà  data definitiva attuazione al piano prefettizio». In poche parole: tredici villaggi autorizzati. Via tutti gli insediamenti abusivi, nove accampamenti saranno chiusi e ne saranno costruiti due nuovi ai quali si affiancherà  una struttura di transito. Il Campidoglio vara anche il numero chiuso. «Ci saranno solo seimila nomadi – assicurò il prefetto Giuseppe Pecoraro – la città  non può contenerne di più». Secondo l’ultimo censimento negli oltre cento siti si trovano 7.200 persone e per assorbire i rom in esubero il prefetto chiederà  il coinvolgimento delle altre province del Lazio tanto che un campo sorgerà  a Latina su un terreno di proprietà  della Regione. Così se la situazione attuale conta 80 insediamenti abusivi, 14 campi tollerati e 7 villaggi autorizzati, ora si cambia. «Il piano nomadi è una rivoluzione copernicana – precisò il sindaco – da qualche giorno sono stati aperti i cantieri per la ristrutturazione di quattro campi per cancellare quella che era una vergogna per Roma». In ogni villaggio vengono realizzati dei presidi di vigilanza, sanitari e socio educativi, mentre quelli chiusi saranno bonificati. Per risiedere nei nuovi centri verrà  consegnato ai nomadi un documento di autorizzazione allo stazionamento temporaneo (Dast) che permetterà  loro di restare nella struttura fino ad un massimo di 4 anni. E ieri è successa un’altra tragedia. «Questa è una tragedia veramente orribile per questa città : è la tragedia di questi maledetti accampamenti abusivi. Ho lanciato molte volte l’allarme perché questi insediamenti venissero smantellati perché sono pericolosissimi. Garantiremo assistenza ai genitori delle vittime e agli altri abitanti», ha detto Alemanno. «Purtroppo ci siamo trovati di fronte a numerosi impedimenti burocratici che hanno rallentato la costruzione dei campi regolari – ha aggiunto – Una burocrazia maledetta ha bloccato per mesi il nostro piano nomadi e ha prodotto questo effetto».


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