Grecia, MSF chiede azioni immediate per migliorare le insostenibili condizioni di vita nei centri di

La situazione in queste strutture ha raggiunto livelli d’emergenza. Ogni giorno uomini, donne, bambini, donne incinte e minori non accompagnati sperimentano una realtà  crudele e inumana che ha serie ripercussioni sulla loro salute psico-fisica. Negli ultimi due mesi, le équipe di MSF hanno assistito i migranti e richiedenti asilo trattenuti in tre stazioni di polizia di frontiera e un centro di detenzione nella regione di Evros, nel nord della Grecia, e stanno assistendo ad una situazione che può essere descritta solamente come insostenibile e inumana. “Nessun essere umano dovrebbe essere soggetto a un tale trattamento”, racconta Ioanna Pertsinidou, coordinatrice dell’emergenza per MSF. “Ogni giorno vediamo persone obbligate a rimanere per settimane o addirittura mesi in celle squallide ed estremamente affollate, senza il permesso di uscire nel cortile. Vi sono talmente tante persone trattenute che non hanno nemmeno lo spazio per sdraiarsi a terra nelle celle, mentre spesso il sistema di riscaldamento non funziona, e i migranti vengono lasciati a gelare a temperature sotto lo zero. In uno dei centri di detenzione, spesso i servizi igienici non funzionano e gli escrementi allagano parti delle celle dove i migranti vivono e dormono”. Questa situazione sta avendo serie ripercussioni sulla salute psico-fisica dei migranti. Nelle stazioni di polizia di frontiera di Soufli e Tychero, i medici di MSF hanno curato più di 850 migranti prevalentemente per infezioni respiratorie, problemi gastrointestinali e infezioni della pelle. La situazione è ulteriormente aggravata dalle rigide temperature nella regione di Evros. Nelle scorse settimane, molte persone sono morte a causa del freddo mentre tentavano di attraversare la frontiera. Altri sono arrivati in condizioni mediche gravi. Nella sola prima settimana del 2011, MSF ha fornito assistenza medica a 15 migranti affetti da congelamento che sono riusciti ad attraversare il confine, quattro dei quali in condizioni critiche. MSF chiede un’azione immediata alle autorità  greche affinchè rispondano all’emergenza medica e ai bisogni umanitari dei migranti e richiedenti asilo a Evros. “La situazione alla quale stiamo assistendo pone molte preoccupazioni da un punto di vista umanitario; il governo greco dovrebbe immediatamente mettere in atto un risposta coordinata all’emergenza per migliorare le condizioni di ricezione alla frontiera e le condizioni di vita nelle strutture di detenzione”, continua Ioanna Pertsinidou. Misure che potenziano i controlli alla frontiera, come la creazione di una recinzione e lo schieramento delle pattuglie di FRONTEX, non possono essere considerate una risposta adeguata. Migranti e richiedenti asilo che fuggono da violenze e conflitti, miseria e violazioni dei diritti umani, continueranno comunque a tentare di entrare in Europa. Le misure restrittive avranno come conseguenza soltanto quella di costringerli a mettere a rischio la loro vita compiendo tragitti più lunghi e pericolosi e aumentando le possibilità  che restino vittime di traffici e reti di contrabbando. Le politiche sempre più restrittive su asilo e migrazione dell’Unione Europea stanno mettendo in pericolo le vite e la salute dei migranti, in particolare dei gruppi più vulnerabili come le donne, i bambini e i minori non accompagnati. Dal 2008, MSF fornisce assistenza medica e supporto psicologico a migranti e richiedenti asilo in Grecia. Fin dall’inizio di dicembre 2010, le équipe di MSF stanno fornendo cure mediche e lavorano per migliorare le condizioni igieniche e di vita nelle stazioni di polizia di frontiera di Tychero, Soufli e Feres, così come nel centro di detenzione di Filakio. MSF ha curato più di 850 pazienti; ha trasferito negli ospedali della zona 15 pazienti e distribuito 3.500 sacchi a pelo e 2.500 kit per l’igiene personale.


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