Hiv, un terzo dei nuovi casi nel mondo riguarda giovani tra 15 e 24 anni

ROMA – Come stanno gli adolescenti nel mondo? Oltre alle sfide – ancora più dure per il prossimo decennio – rappresentate da “prospettive economiche incerte e alti livelli di disoccupazione giovanile, crisi umanitarie e conflitti in aumento, cambiamento climatico e degrado ambientale, nonché la rapida urbanizzazione”, la salute resta uno scoglio a volte insormontabile: se “gli adolescenti di oggi sono più sani di quelli delle generazioni precedenti”, i dati raccolti dall’Unicef in 14 paesi in via di sviluppo indicano che “le adolescenti rischiano maggiormente di soffrire di problemi nutrizionali, e in particolare di anemia, rispetto ai maschi della stessa fascia di età . Per entrambi i sessi, poi, l’obesità  rappresenta un motivo di preoccupazione grave e crescente sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo”. E su scala mondiale, un terzo di tutti i nuovi casi di sieropositività  riguarda giovani tra i 15 e i 24 anni. Lo evidenzia il Rapporto 2011 sulla condizione dell’infanzia nel mondo, presentato questa mattina, dal titolo “Adolescenza: il tempo delle opportunità “.

Il rischio di infezione da Hiv “è notevolmente più elevato tra le adolescenti e le giovani donne rispetto agli adolescenti e ai giovani di sesso maschile – prosegue la ricerca -. Nei paesi in via di sviluppo, tra gli adolescenti di età  compresa tra i 15 e i 19 anni, solo il 30% dei maschi e appena il 19% delle femmine possiede una conoscenza corretta ed esauriente dell’Hiv”. Ancora, i ragazzi con disabilità  subiscono discriminazioni e forme di esclusione: “L’accesso al trasporto, alle strutture educative e ad altre risorse risulta essenziale per garantire che gli adolescenti con disabilità  possano godere delle stesse opportunità  dei loro pari”. Non mancano i problemi mentali: la depressione risulta il disturbo più diffuso.

Inoltre il fenomeno dei matrimoni precoci, con uno o entrambi gli sposi con meno di 19 anni (tasso che arriva fino al 28% per le ragazze in Asia meridionale, regione in cui si registra la maggiore incidenza del fenomeno, e addirittura fino al 59% nel Niger), si verifica soprattutto tra i 15 e i 18 anni. “In Africa, il 25% delle donne tra i 20 e i 24 anni ha partorito prima dei 18 anni. In Asia meridionale questa percentuale scende al 22%, ma risulta marginalmente più elevata rispetto all’America Latina e ai Caraibi (18%)”, riferisce il Rapporto Unicef 2011. E oltre 70 milioni di ragazze e donne tra i 15 e i 49 anni “hanno subito mutilazioni genitali/escissioni, di solito prima dell’inizio della pubertà ”. (lab)

 

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