La Sardegna avrà  il garante dei detenuti

Dopo anni di battaglia delle associazioni per i diritti dei detenuti, una legge regionale istituisce la figura. Avrà  il compito di effettuare un costante monitoraggio così da migliorare le drammatiche condizioni. A far paura è il sovraffollamento

Redattore Sociale Sergio Segio • 3/2/2011 • Carcere & Giustizia • 107 Viste

CAGLIARI – Istituito in Sardegna il garante delle persone detenute. Il Consiglio regionale ha approvato nell’ultima seduta la legge istitutiva, dopo una lunga battaglia promossa dalla consigliera Claudia Zuncheddu (Rosso Mori) e dall’Associazione 5 Novembre per i diritti civili che già  da anni sono mobilitate per migliorare le condizioni di vita carceraria e dei parenti dei detenuti. Una legge che arriva proprio nel momento di massima emergenza, con gli istituti di pena tornati oltre la soglia massima di capienza e gli agenti di sorveglianza costretti quasi ovunque a turni massacranti per garantire la sicurezza all’interno delle carceri. Ad avere il via libera del Consiglio regionale è stato un testo unificato che unisce la proposta della consigliere Zuncheddu con quella della Commissione per i diritti civili. “Il Garante sarà  un organo autonomo, esterno e indipendente con il compito di garantire l’effettivo rispetto dei diritti sociali e civili alle persone detenute nelle carceri – spiega Roberto Loddo, dell’associazione 5 novembre – questa figura deve essere scelta fra personalità  di alto profilo morale con esperienza nel settore del diritto penitenziario. Al fine di consentirgli un buon operato al Garante devono essere attribuite diverse funzioni, tra le quali la collaborazione con le istituzioni giudiziarie e penitenziarie, con le associazioni e con gli operatori del trattamento intramurale ed extramurale, con le direzioni degli istituti e con gli agenti e ufficiali della polizia penitenziaria, così come la promozione e il sostegno di iniziative culturali promosse a favore e dai detenuti”.

La nuova figura si occuperà  anche di tenere informate le istituzioni, prime fra tutte la regione, sulle condizioni di vita dei detenuti, avendo anche la possibilità  di avanzare delle proposte d’intervento. Un passo importante – hanno commentato le associazioni che si occupano di detenuti e familiari – rispetto al “disastro di legalità  e giustizia all’interno delle mura che  porta inevitabilmente alla violazione dei Diritti dell’Uomo contemplati dal Diritto Internazionale”. “La proposta di istituire il Garante – prosegue Loddo – nasce dalla drammatica situazione carceraria sarda. Un’emergenza, denunciata non solo dalle associazioni di volontariato, dalle famiglie dei detenuti e dalla stampa, ma da diversi consiglieri regionali che nel corso delle visite agli istituti carcerari della Sardegna hanno potuto rilevare in prima persona. Le carceri sarde vivono un vero e proprio disastro di legalità  e giustizia: il sovraffollamento, con esubero di detenuti e carenze di personale, le precarie condizioni igieniche, lo stato di abbandono generale, porta inevitabilmente alla violazione dei diritti dei detenuti. Dobbiamo pensare a una Riforma Carceraria seria e adeguata ai tempi, quindi alle profonde trasformazioni sociali e alle nuove esigenze relative alla necessità  di depenalizzare i reati comuni come quelli legati alle tossicodipendenze. Dei dodici istituti in Sardegna, tre sono colonie penali, il cui isolamento geografico e la distanza dai centri urbani dotati di strutture sanitarie pone nuovi problemi legati al fatto che attualmente i detenuti, in alta percentuale tossicodipendenti  affetti da patologie infettive gravi, nonché psichiatriche, necessitano di assistenza medica costante e di centri per le emergenze, facilmente raggiungibili”. (fp)
 

© Copyright Redattore Sociale

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This