Lampedusa, barcone disperso: si teme una strage

ROMA – Niente sbarchi, per il terzo giorno consecutivo, a Lampedusa dove però restano 1500 degli oltre cinquemila tunisini giunti nei giorni scorsi. Sono stipati nel centro di accoglienza nato per ospitarne la metà , mentre sei di loro l’altra notte hanno invaso la casa del cantante Claudio Baglioni senza fare danni ma approfittando delle scorte alimentari e della cantina. Il sindaco di Lampedusa denuncia che l’isola «è ormai al collasso», e si dice seriamente preoccupato che la situazione sino ad ora pacifica possa degenerare. Oggi incontrerà  a Roma il ministro dell’Interno Maroni che ieri, al question time alla Camera, ha ribadito le critiche già  mosse nei giorni scorsi verso l’Unione europea: «È incredibile che di fronte a questa crisi le istituzioni europee siano rimaste a guardare». Salvo poi esprimere apprezzamento per il commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmstrom («Nessuna polemica contro di lei che anzi è stata un esempio di collaborazione») e prendere atto che, dopo le forti pressioni dell’Italia, il tema dell’immigrazione è stato inserito nell’agenda del vertice Ue del 24-25 marzo prossimi. Il mare in tempesta rende comunque difficili gli sbarchi in queste ore mentre restano frammentate e confuse le informazioni dalla Tunisia. Così cresce la preoccupazione per un barcone di 45 metri che sarebbe partito martedì dall’Africa e poi improvvisamente scomparso. Sono partite le ricerche della grossa imbarcazione che sarebbe stata avvistata per l’ultima volta a 80 miglia dall’isola. Si teme una nuova tragedia, ma si spera che, viste le condizioni del mare, sia tornata nel porto di partenza anche perché non ne è stata trovata traccia: un velivolo ha perlustrato per tutto il giorno inutilmente il canale di Sicilia. E su quelle imbarcazioni di fortuna, e soprattutto contro i predoni di Lampedusa che hanno rubato eliche, timoni e benzina dalle barche attraccate, la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. I magistrati hanno acquisito agli atti il video di Repubblica che denuncia e mostra il cimitero delle carrette del mare con le quali i migranti arrivano in Sicilia. Imbarcazioni solo teoricamente sotto sequestro perché oggetto di indagine e invece spogliate di ogni pezzo usato poi come souvenir nelle case degli isolani o rivenduto al miglior offerente. Sono otto, ha ricordato ieri Maroni, le richieste che il nostro governo ha presentato alle autorità  europee: dal coinvolgimento dell’agenzia Frontex al pattugliamento congiunto delle coste tunisine all’introduzione del principio della suddivisione tra i paesi degli oneri per rifugiati e richiedenti asilo e immigrati. A proposito di immigrati, l’80 per cento dei tunisini vorrebbe trasferirsi in Francia ma Parigi ha fatto sapere che accoglierà  solo quelli col visto.


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