Più di un quinto degli europei si dedica al volontariato

BRUXELLES – Più di un quinto degli europei partecipa abitualmente ad attività  di volontariato o di beneficenza. La ricerca “Participation in volunteering and unpaid work resa pubblica oggi da Eurofound, l’agenzia dell’Unione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro con sede a Dublino, apre di fatto le celebrazioni dell’Anno europeo del volontariato (2011), guardando al fenomeno del volontariato in tutta l’Unione europea, e offrendo uno sguardo sulle differenze tra i paesi, sulle misure per incoraggiare e promuovere il volontariato e per farne una misura d’integrazione delle persone anziane nella società . Dai risultati dello studio emerge anche il profilo medio della persona coinvolta in attività  di volontariato: di mezza età , ben istruita, con reddito elevato, mentre poco rilevanti appaiono le differenze di genere. I più alti tassi di partecipazione si registrano in Danimarca, Finlandia, Svezia, Austria e Paesi Bassi, dove in media oltre il 40% delle persone di età  superiore a 18 anni partecipano abitualmente ad attività  di volontariato o beneficienza. Oltre il 30% di partecipazione in Grecia, Regno Unito, Francia, Slovenia e Belgio. Le più basse percentuali di partecipazione in Romania, Bulgaria e Polonia, come anche in Portogallo e Spagna, dove la percentuale di persone che si dedicano abitualmente ad attività  di volontariato o beneficienza è inferiore al 15%. L’Italia si situa al 14° posto della classifica, e quindi attorno alla media europea: 23%.

In media, i cittadini dei paesi dell’Europa orientale sono meno propensi a svolgere attività  di volontariato e beneficienza, ma quando lo fanno vi dedicano più ore la settimana rispetto a quelli dell’Europa a 15. Proprio in base alla frequenza con cui l’attività  di volontariato viene svolta, la ricerca Eurofound distingue tra volontari assidui e occasionali. La categoria degli assidui comprende gli “every day”, ossia coloro che sono volontari attivi “tutti i giorni”, ma anche tutti coloro che svolgono attività  di volontariato o beneficienza una o più volte la settimana. Gli occasionali, invece, sono attivi meno di una volta la settimana. Ed è qui che le differenze si fanno macroscopiche e si allungano le distanze tra i paesi. In Olanda i volontari sono in totale il 42% della popolazione adulta. La metà  di loro sono assidui (21% almeno una volta la settimana) e l’altra metà  sono occasionali (21% meno di una volta la settimana). In Danimarca, Belgio e Germania i volontari assidui  sono il 14%. In Italia gli assidui sono il 9% della popolazione adulta: saliamo quindi al 11° posto in questa ipotetica classifica della solidarietà . (carlo caldarini)

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