Pochi soldi e il problema casa. L’Italia difficile degli stranieri

ROMA – Vivono soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, prevalentemente in affitto e spesso in condizione di disagio economico. Sono più di 2 milioni le famiglie con almeno uno straniero in Italia, una su tre fa fatica ad arrivare a fine mese e non possiede l’automobile. E’ questo il quadro che l’Istat ha fornito grazie a un’indagine avviata nel 2009 sulle famiglie, residenti in Italia, che al loro interno annoverano almeno un componente straniero.

Povertà  – Il tredici per cento di queste famiglie non può sempre permettersi un pasto proteico ogni due giorni, una percentuale più che doppia rispetto alla media italiana. Una percentuale che si ritrova anche nell’utilizzo dei riscaldamenti nelle abitazioni, nella possibilità  di acquistare vestiario adeguato alle stagioni, per le spese scolastiche e nei trasporti.

Sanità  – Il confronto tra famiglie italiane e straniere è leggermente migliore se ad essere preso in considerazione è il settore sanitario. Probabilmente grazie alla giovane età  dei cittadini non italiani non c’è una grande differenza nell’accesso a medicinali e a particolari cure mediche. Solo il 16,6 per cento degli stranieri rinuncia alle cure per motivi economici contro il 10 per cento degli italiani.

Le vacanze – Le vacanze sono un problema quando scarseggiano le risorse economiche. La metà  delle famiglie straniere non può permettersi nemmeno una settimana di vacanza lontano da casa,  mentre la percentuale di famiglie italiane che rinunciano al mare o alla montagna ammonta al 39,2 per cento.

La casa – Il 58 per cento delle seimila famiglie prese in analisi vive in affitto o in subaffitto e, rispetto ai nuclei familiari composti solo da italiani, si trovano più spesso in condizioni di grave deprivazione abitativa, ovvero in una situazione di sovraffollamento unita ad almeno un altro grave problema abitativo. Per una famiglia su cinque invece è lo stesso datore di lavoro a mettere a disposizione un luogo dove vivere.
Sono gli ecuadoregni, i cinesi e gli indiani ad avere una percentuale maggiore di case di proprietà  rispetto alle altre etnie presenti in Italia.

La qualità  della vita – Per queste famiglie cambia anche la percezione qualitativa dell’ambiente circostante. Hanno poche aspettative sull loro nuova residenza, spesso perché è già  un netto miglioramento rispetto al luogo di origine. Dallo studio dell’Istat emerge che anche le loro case sono arredate in maniera più sobria. Beni come il frigorifero, la televisione, il telefono o la lavatrice sono spesso in comune con altri nuclei familiari e il possesso di un’automobile (61,2 per cento) è più raro che in una famiglia composta da soli italiani (78,9 per cento).

Ritardi nei pagamenti – I problemi non finiscono qui. Quasi un quarto delle famiglie con stranieri (il 23,4 per cento) si è trovato in arretrato almeno una volta negli ultimi dodici mesi con il pagamento delle bollette, contro l’8,3 per cento delle famiglie italiane. Una situazione di deficit economico che è costante in tutta l’indagine Istat. Spesso questi nuclei famigliari in difficoltà  hanno fatto ricorso a forme di aiuto economico, chiedendo soprattutto agli amici. Una famiglia italiana in difficoltà  invece si rivolge con maggiore frequenza a genitori o suoceri.


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