Prescrizione breve, prima mossa al Senato

ROMA – Riparte il lungo treno dei processi di Berlusconi, oggi tocca a Mediaset, sabato a Mediatrade, venerdì 11 a Mills, il 6 aprile al Rubygate. Secondo la strategia di Niccolò Ghedini niente uso del legittimo impedimento (tranne che per lui stesso e il collega Piero Longo il 6) e dura battaglia in aula. Ma nel frattempo gli uomini del premier non stanno con le mani in mano. In questo weekend Maurizio Paniz, capogruppo Pdl nella giunta per le autorizzazioni, ha lavorato al conflitto di attribuzione alla Consulta che potrebbe essere presentato a Fini tra oggi e mercoledì. Ma se questa è una novità  annunciata, quella di maggior rilievo è la stesura e la presentazione, al Senato, della revisione della legge Cirielli, quella che nel 2005 ridusse i tempi di prescrizione. A Palazzo Madama dunque. Lì, a quanto affermano fonti ben informate del Pdl, sarebbero gli stessi capigruppo Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello a farsi promotori di una nuova proposta di legge che conterrà  la norma per chiudere due dei quattro dibattimenti di Berlusconi. La nuova clausola ad personam per il Cavaliere sarà  la prescrizione breve per gli incensurati. Chi si trova sotto processo, ma ha la fedina penale pulita, potrà  fruire di uno sconto, di un taglio dei normali tempi in cui si prescrive, cioè “muore”, l’azione penale. Dunque il governo, e in particolare il Guardasigilli Angelino Alfano, si tengono fuori da una legge che solleverà  le contestazioni dell’opposizione. Una decisione che fa il paio con quella di investire la Camera nel sollevare il conflitto di attribuzione sul caso Ruby (i pm non sarebbero competenti perché la concussione contestata a Berlusconi, se commessa, sarebbe di competenza del tribunale dei ministri). Avrebbe potuto farlo Palazzo Chigi tramite l’Avvocatura, ma nella strategia difensiva è importante che sia un ampio consesso parlamentare a schierarsi dalla parte del premier. Lo stesso accade adesso per la legge sulla prescrizione. Che, come ddl autonomo, assumerà  il valore di un segnale politico ai giudici che “perseguitano” il Cavaliere. Del contenuto ormai s’è detto: in uno spirito di bilanciamento, nell’articolo 157 del codice penale, un comma sulla riduzione per gli incensurati seguirà  quello che raddoppia i termini per i recidivi. Due problemi, in queste ore, stanno affrontando i giuristi del Pdl: quante volte lo stesso imputato potrà  fruire del beneficio, che se fosse applicabile all’infinito si risolverebbe in un indebito premio. Questione delicata, visto che proprio Berlusconi deve usare la nuova regola per i casi Mills e Mediaset. Altro nodo è come regolarsi con i processi in corso. Nella settimana “calda” della giustizia altri due appuntamenti. Domani sera Alfano presenterà  alla consulta del Pdl la bozza di riforma costituzionale delle carriere e del Csm. Il Cavaliere spinge per approvarla al più presto, ma non è detto che ce la faccia entro venerdì. Per certo invece nella riunione dei capigruppo alla Camera verrà  chiesto di mettere in calendario per marzo il ddl-intercettazioni. Un testo che divide il Pdl. Berlusconi ne vorrebbe uno ex novo, il più duro possibile, pochi reati intercettabili, divieto assoluto di pubblicare atti e ascolti. Ghedini frena. In commissione si comincerà  a discutere della proposta dell’ex sottosegretario Luigi Vitali sui pm che pagano direttamente per “ingiusta intercettazione”. Un anticipo della stretta sulla responsabilità  civile dei giudici che Alfano metterà  in Costituzione.


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