Primo marzo, migranti in piazza con in mente la Libia

BOLOGNA – Scenderanno in piazza per dire no alla legge Bossi-Fini e al pacchetto sicurezza, ma anche per esprimere solidarietà  alle rivolte scoppiate in questo inizio 2011 nei paesi del Maghreb. I migranti tornano a scioperare il primo marzo, a un anno di distanza dalla prima manifestazione che li vide protagonisti. A Bologna l’appuntamento è alle 15.30 in piazza Nettuno: l’anno scorso c’erano 15 mila persone, secondo gli organizzatori, che questa volta si aspettano una partecipazione ancora più ampia.

Per gli organizzatori esiste uno stretto legame tra le lotte per la libertà  in Africa e le lotte dei migranti in Europa. “Non dimentichiamo – spiega una nota del Coordinamento migranti di Bologna – che il governo libico è stato ed è ancora un caposaldo delle politiche migratorie italiane e quindi europee. Il risultato sono stati migliaia di morti nel deserto libico, migliaia di detenuti nei centri di detenzione libici”. Anche l’aumento degli sbarchi sulle coste italiane, secondo il Coordinamento, viene affrontato in modo sbagliato. “L’unica preoccupazione per il nostro paese semba essere una fantomatica invasione di disperati. Non c’è nessuna invasione. Quegli uomini e quelle donne seguono con coraggio la speranza della libertà  e di una vita migliore”.

Nel frattempo arrivano le prime adesioni allo sciopero. A Bologna parteciperanno l’Anpi provinciale, vari circoli di Sinistra ecologia libertà , centri sociali come il Tpo e l’XM24 e molte associazioni che lavorano con i migranti (Harambe, Sokos, Trama di Terre, per citarne alcune). Fra i sindacati, Fiom e Usi sono pronte a dare la copertura sindacale a chi scegli di scioperare.

A Piacenza, invece, il primo marzo sarà  un’occasione per discutere di diversità  e intercultura, nell’incontro, organizzato dalla Cgil locale, “Immigrati a Piacenza, quale situazione, quali diritti, quali istanze”. L’incontro si terrà  martedì 1 marzo alle ore 17.30 nella sala Nelson Mandela della Camera del lavoro. Parteciperanno Bruno Carrà , responsabile del centro lavoratori stranieri Cgil, Mohamed Semis, imam di piacenza. Nathaniel Osayarion, rappresentante della comunità  evangelica e Omar Klimentmisanj , pope della comunità  macedone ortodossa. (marika di cristina)

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