Procreazione assistita, il Tribunale di Milano porta la legge 40 alla Consulta

MILANO – Il Tribunale di Milano ha eccepito l’incostituzionalità  della legge sulla procreazione medicalmente assistita e ha inviato gli atti alla Consulta, sostenendo che la norma laddove vieta la fecondazione eterologa e prevede sanzioni alle strutture che dovessero praticarla «non garantisce alle coppie cui viene diagnosticato un quadro clinico di sterilità  irreversibile il diritto fondamentale alla piena realizzazione della vita privata familiare».

IL RICORSO – I giudici della prima sezione civile, investendo della questione la Corte Costituzionale – così come qualche mese fa è stato fatto a Firenze e Catania -, hanno accolto il ricorso di una giovane coppia di Parma, assistita da un pool di legali, gli avvocati Ileana Alesso, Marilisa d’Amico, Massimo Clara, Maria Paola Costantini e Sebastiano Papandrea. I due coniugi prima della scorsa estate avevano chiesto, sulla base di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in una controversia promossa da alcune coppie infertili contro l’Austria, che fosse ordinato in via d’urgenza al ginecologo a cui si erano rivolti di effettuare la fecondazione eterologa per via della completa e irreversibile infertilità  del marito, sulla base della sentenza di Strasburgo. In alternativa marito e moglie avevano chiesto di sollevare l’eccezione davanti alla Consulta. I giudici milanesi, come hanno fatto nei mesi scorsi i loro colleghi di Firenze e Catania, hanno scelto questa seconda strada. (fonte Ansa)


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