Yemen, Saleh annuncia: “Non mi ricandido”

La terza vittima del vento di protesta che scuote il mondo arabo è Abdullah Saleh. O meglio, questo è quello che dice lui. Con un discorso a sorpresa il presidente dello Yemen ha annunciato alla nazione che non si ricandiderà  alla guida del Paese che governa 32 anni, nel 2013, quando il suo mandato scadrà : «Nessuna estensione. Nessuna ereditarietà . Nessun tentativo di mandare indietro l’orologio», ha detto ai membri del Parlamento e ai vertici militari. «Faccio queste concessioni nell’interesse del Paese. Gli interessi del Paese vengono prima di quelli personali», ha concluso, smentendo così anche le voci che volevano il figlio Ahmed, capo della guardia presidenziale, pronto alla successione.
Saleh ha parlato alla vigilia della manifestazione di protesta convocata oggi dal cartello dell’opposizione contro di lui: «il giorno della rabbia» rappresenta, nelle intenzioni degli organizzatori, il culmine delle proteste dei giorni scorsi ma anche l’inizio di un processo che, secondo gli stessi organizzatori, potrebbe portare lo Yemen a ripercorrere i passi di Tunisia ed Egitto. Saleh – da sempre considerato uno scaltrissimo uomo politico – avrebbe deciso di cavalcare la situazione prima di trovarsi in un angolo: ha annunciato l’aumento dei salari governativi, il suo prossimo ritiro e chiesto all’opposizione di non scendere in piazza. Ma, almeno in questo, il piano non ha funzionato: i rappresentanti di Al Islah, il principale partito di opposizione, di stampo islamista, hanno fatto sapere che la manifestazione si terrà  comunque.
Gli islamisti, come molti altri in Yemen, temono infatti che quello di Saleh non sia che un bluff: già  nel 2006 il presidente aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato, salvo poi cambiare idea in tempo utile per il voto. Dello stesso parere sono alcuni analisti: «È tipico di Saleh – dice Gregory Johnsen, analista specializzato in Yemen dell’università  di Princeton – la sua preoccupazione è essere certo di non essere cacciato ora. Nel 2013 poi si vedrà ». Ad osservare con attenzione sarà  il mondo intero: lo Yemen è diventato negli ultimi anni una base operativa per i gruppi estremistici e, nello stesso tempo, un alleato fondamentale per gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo.


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