Centesimi, ortaggi e improperi e ritorna il fantasma del Raphael

Dopo di che la discutibile pratica se ne andò in sonno, per rispuntare ai primordi di Tangentopoli e imprimersi come un marchio di fuoco nella memoria collettiva nel crollo della Prima Repubblica. Per la verità , secondo vaghe e frammentarie testimonianze alla fine degli anni ottanta una trans, in visibile stato di agitazione e per ragioni di cui si è perso il ricordo, si mise in giorno con un cartello davanti al Palazzo e di colpo, o forse perché qualche deputato era stato sgarbato, cominciò a gettare spicci ai piedi degli onorevoli. I quali di solito, presi come sono dalle loro beghe, poco badano ai possibili presagi. Ecco perciò che tra il 1992 e il 1993 il tiro delle monetine prese a connotarsi come una specie di abitudine, in aula e soprattutto fuori, dove pure a quei tempi comparvero ortaggi, broccoli specialmente, oltre ai più coloriti improperi che risuonavano dietro le transenne. All’inizio di aprile del 1993 una squadretta di giovanottoni missini in via di secolarizzazione, come attestava la bianca t-shirt recante scritto «Siete circondati» – diede l’assalto al fatidico portone, e nel parapiglia un centolire fischiò sulla testa dei granatieri di guardia arrivando a rompere un lunotto di vetro alle loro spalle. Dopo l’incidente il serpentone di transenne venne arretrato d’autorità  di una decina di metri. Ma non servì a granché, anzi di lì a poco le monetine – il cui lancio si era intensificato estendendosi quasi quotidianamente alla sede del Psi di via del Corso – infiammarono in via definitiva l’immaginario italiano. Era il 30 di quello stesso aprile, la sera dopo che Craxi era stato «assolto» a Montecitorio. A piazza Navona aveva parlato Occhetto e dopo il comizio una folla niente affatto serena né indulgente, una folla che probabilmente assemblava ex comunisti e non ancora ex neofascisti si piazzò davanti al Raphael, lussuosa residenza craxiana, a largo Febo, lì dietro. Il leader del garofano fu avvisato dagli strepiti e secondo il racconto del suo autista Nicola sfogò la sua rabbia assestando un paio di calcioni all’ascensore. Ma siccome era in eguale misura tignoso e coraggioso rifiutò di farsi venire a prendere da una porta secondaria. La sequenza delle monetine si è vista e rivista in tv e simboleggia al tempo stesso il punto più alto e più basso di un pezzo di Italia inferocita e insieme di un regime che senza più né autorità  né capacità  di difendersi se ne stava andando in frantumi. Dieci anni dopo, nel 2003, la Fondazione Craxi ha voluto ricordare l’evento con uno spot «perché quell’atto di infamia – ha annunciato Stefania – ha segnato la storia di questo paese: la piaga delle piaghe di Tangentopoli». Ma nel gennaio del 2010, ai margini di un «No Craxi day» organizzato dal popolo viola contro la riabilitazione del leader socialista, come ripetendo un rito propiziatorio una ventina di persone si sono ritrovate a largo Febo e qui, dopo aver inalberato cartelli che dicevano: «Hotel Raphael 30 aprile 1993, io c’ero», hanno gettato in aria delle monetine. Nel frattempo c’è da dire che se n’è andata la vecchia liretta, con i suoi maneggevoli spicci, e il drammatico arrotondamento in su, oltre alla penuria di monete da 0,1, 0,2 e 0,5, ha reso senz’altro più oneroso il lancio, e forse anche meno contundente.


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