Congedi parentali, ancora pochi i papà  italiani che ne beneficiano

ROMA – In Italia l’andamento dei congedi parentali è in lento ma costante aumento, tuttavia sono ancora relativamente pochi i papà  che ne fanno richiesta e ne beneficiano. Lo dimostrano i dati Inps, elaborati dall’Istat nel rapporto sulla Coesione sociale del 2010. Nel 2009 ne hanno usufruito 276.964 genitori (erano 263.108 nel 2008 e 251.979 nel 2007).  Ne fanno richiesta più le mamme (253.196 nel 2009 contro i  243.523 nel 2008 e 233.728 nel 2007) che i papà , sebbene le richieste siano in crescita. Nel 2009 solo l’8,6% degli uomini ne ha beneficiato: 23.768 contro i 19.585 nel 2008 e i  18.251 nel 2007. 258.290 sono dipendenti con contratto a tempo indeterminato, di cui 21.907 uomini e 236.383 donne; 18.674 invece i dipendenti con contratto a tempo determinato e 2.883 lavoratori autonomi (tutte donne). Più attenti alle esigenze della famiglia i papà  tra i 35 e i 39 anni, fascia di età  che raccoglie il numero più alto di congedi usufruito nel 2009 dagli uomini (8.690); complessivamente la fascia d’età  dove è più alto il beneficio del congedo rimane quella dei 30-34 anni per entrambi i sessi (97.064 congedi concessi). A livello territoriale la regione in cui hanno beneficiato di più nel 2009 è la Lombardia (68.677 congedi), segue il Veneto con 31.660, poi il Lazio con 29.474 e l’Emilia Romagna con 28.856. Fanalino di cosa Valle d’Aosta e Molise, rispettivamente con 667 e 630 congedi.

Come funziona. Il congedo parentale, introdotto nel 2000 in Italia in ottemperanza ad una direttiva europea, può essere richiesto da entrambi i genitori (se lavoratori dipendenti) entro i primi otto anni del bambino e per una durata non superiore ai dieci mesi complessivi (elevabili a 11, qualora il padre fruisca di almeno tre mesi di congedo). La durata del congedo fruibile da ognuno dei genitori non può superare i sei mesi (elevabili a sette nel caso dei padri se ne prendono almeno tre), continuativi o frazionati. Una novità  importante è la possibilità  di fruire del congedo in contemporanea da parte dei genitori. L’indennità  è contenuta, pari al 30% della retribuzione.

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