Detenuto suicida all’Opg di Montelupo

FIRENZE – Suicidio all’Opg di Montelupo. Un detenuto 29enne di origine genovese si è tolto la vita inalando gas nel bagno della sua cella. A trovarlo morto, ieri pomeriggio, sono stati gli agenti penitenziari. Inutili i soccorsi. Accanto al cadavere, gli agenti hanno scoperto una bomboletta di gas in dotazione ai detenuti. Sul caso è stato aperto un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Firenze. La salma è stata trasferita al reparto di medicina legale di Careggi per essere sottoposta ad autopsia.

“La notizia dell’ennesimo detenuto suicida – ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) – è sempre, oltre che una tragedia personale e familiare, una sconfitta per lo Stato. E’ inevitabile che il carcere determini, come autorevolmente sottolineato dal Comitato nazionale per la bioetica, crisi di identità , alterando i rapporti e le relazioni, disgregando le prospettive esistenziali, affievolendo progetti e speranze. E allora, proprio ora che si parla di una riforma epocale della giustizia, bisognerebbe darsi concretamente da fare per un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Serve un carcere nuovo e diverso perché quello attuale è un fallimento“. “Nell’ambito delle prospettive future – ha concluso Capece – occorre che lo Stato, pur mantenendo la rilevanza penale, indichi le condotte per le quali non è necessario il carcere, ipotizzando sanzioni diverse, ridisegnando in un certo senso l’intero sistema. E la polizia penitenziaria è sicuramente quella propriamente deputata al controllo dei soggetti ammessi alle misure alternative”.

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Stretta sulle pensioni d’invalidità  L’Inps ne revoca una su quattro

 A Sassari via il 76%, a Milano il 3%. Nel 2010 l’Inps ha revocato il 23%delle pensioni d’invalidità  civile controllate. Nel 2009 le cancellazioni erano state l’ 11%. Verificate finora 100 mila posizioni su 2,9 milioni.  L’obiettivo dei controlli è eliminare gli assegni che non hanno una giustificazione e fare opera di deterrenza nei confronti di chi vuol fare il furbo.
In testa alla classifica delle regioni con il più alto tasso di revoca delle prestazioni ci sono la Sardegna (53%), l’Umbria (47%), la Campania (43%), la Sicilia (42%) e la Calabria (35%). Le province. A Sassari il 76%delle pensioni controllate è stato cancellato, a Cagliari il 64%, a Napoli il 55%, a Perugia il 53%, Benevento il 52%. A Milano su 2.532 verifiche si sono avute solo 85 revoche, pari al 3%. A Roma solo un quarto delle pratiche è stato definito e le cancellazioni risultano il 26%.

LA PREGHIERA DI AIACE

Ci abituiamo talmente presto ai luoghi comuni che non ne vediamo più le perversità , e li ripetiamo macchinalmente quasi fossero verità  inconfutabili: la loro funzione, del resto, è di metterti in riga. Il pericolo di divenire come la Grecia, per esempio: è una parola d’ordine ormai, e ci trasforma tutti in storditi spettatori di un rito penitenziale, dove s’uccide il capro per il bene collettivo.

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