I polacchi “riabilitano” Jaruzelski

BERLINO – La maggioranza dei polacchi vuole che anche il generale Jaruzelski vada a Roma con gli altri massimi rappresentanti del paese per la beatificazione di papa Giovanni Paolo II, e la decisione del governo liberal di non includerlo nella delegazione ufficiale è bocciata da 61 cittadini su cento. La rivelazione viene da fonte insospettabile: un sondaggio della radio pubblica. E la dice lunga sia sulla capacità  del paese reale di fare i conti con la propria storia, sia – per la prima volta – sulla stima e il rispetto che il generale dagli occhiali scuri si è guadagnato. Col putsch con cui nel 1981 fermò la rivoluzione non violenta di Solidarnosc ma senza stroncarla, ed evitò un’invasione sovietica e tedesco-orientale. Poi esautorò gli ortodossi del regime e aprì con Solidarnosc il negoziato sulla transizione alla democrazia, che nel 1989 avviò la caduta dell’Impero sovietico e la rinascita del paese. Il sondaggio, effettuato dalla radio nazionale polacca il 4 marzo, parla chiaro. Il 61% degli interrogati ritiene che il presidente in carica, il liberal Bronislaw Komorowski, abbia sbagliato a non includere Jaruzelski nella delegazione ufficiale. Appena il 31% pensa invece che la decisione sia giusta, e l’8% si dice indeciso o senza opinione. Fatto non meno rilevante: analisi del sondaggio rivelano che quel 31% di contrari è composto essenzialmente da elettori del PiS, Legge e Giustizia, il partito nazionalconservatore, euroscettico e istericamente anticomunista dei gemelli Kaczynski, sconfitto dai liberal (Piattaforma civica, Po) di Komorowski e del giovane premier Donald Tusk con le elezioni del 2007 che riportarono di nuovo la Polonia nel mainstream europeista. La scelta della presidenza della repubblica è duramente contestata. Il primo a criticarla è stato Lech Walesa, fondatore di Solidarnosc, avversario di Jaruzelski e poi suo partner negoziale nella trattativa sulla svolta democratica, premio Nobel per la pace e primo presidente liberamente eletto dopo il ‘45. «Incontrai il nostro Santo padre tante volte», ha detto ieri sera Walesa alla radio, «e non ricordo una sola volta in cui egli non mi abbia chiesto come stava Jaruzelski!». Per l’ex premier Leszek Miller, il mancato invito al generale «è uno scandalo, visto che il Santo Padre ebbe sempre con lui un rapporto di grande rispetto». Dopo il putsch, Jaruzelski sospese le attività  di Solidarnosc ma di fatto la sua giunta esonerò il Pc dalla gestione del regime. Tollerò il dissenso e la società  parallela, e prima in contatti riservati poi in un negoziato ufficiale – con l’appoggio di papa Wojtyla, e di Gorbaciov a Mosca – costruì con Walesa e i suoi i fondamenti della nuova Polonia. Meriti che andrebbero riconosciuti, ritiene la maggioranza della gente. La delegazione ufficiale sarà  composta da ex presidenti liberamente eletti ed ex premier. Ma Jaroslaw Kaczynski, il gemello superstite che odia i liberal, Walesa e Jaruzelski, ha rifiutato di farvi parte. Andrà  a Roma da solo, in treno. (ha collaborato Jan Gebert)


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