“In Italia per trattare la resa” Giallo sulla missione del ministro

Lunedì sera Mussa Kussa, ministro del governo libico, entra in Tunisia dal posto di frontiera di Ras Jedir. In un primo momento si diffonde la notizia che Kussa stia abbandonando il suo incarico, come hanno fatto alcuni ambasciatori libici all’estero, poi da Tripoli precisano che il ministro è in Tunisia in visita privata ma non ha tradito il raìs. Ieri è poi la televisione Al Jazeera ad avanzare l’ipotesi che Kussa non sia in Tunisia in vacanza, ma che stia piuttosto all’estero per trattare le condizioni per l’esilio di Gheddafi, tanto da affermare che la sua tappa successiva è l’Italia. La Farnesina smentisce immediatamente il possibile arrivo di Kussa, ma la stampa internazionale avanza una ridda di ipotesi, basate anche sull’andamento del vertice di Londra, che nel frattempo è iniziato. Kussa non figura tra le personalità  di Tripoli cui, in base alle direttive dell’Onu, è stato interdetto di viaggiare e per di più è sempre rimasto in contatto con l’Occidente, in particolare ha dialogato sia con il ministro degli Esteri britannico William Hague, sia con il vice segretario di Stato americano Jeffrey Feltman. Secondo alcuni, il fatto che l’Unione africana, alla quale Gheddafi ha affermato di voler lasciare la gestione della crisi, non stia partecipando al vertice di Londra indica che ci sono già  trattative avviate proprio da Kussa con l’Unione per accettare la sua proposta di cessazione immediata dei combattimenti e apertura di una fase di transizione in cambio dell’esilio per il raìs.


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