“Iniziata la deportazione verso Mineo”: la denuncia del Centro Astalli

 

L’associazione denuncia il trasferimento di 167 richiedenti asilo. La Manna: ”Nessuna notifica agli interessati. E non ci sono garanzie sulle condizioni di trattamento riservate alle persone in stato di vulnerabilità ”

Redattore Sociale Sergio Segio • 18/3/2011 • Immigrati & Rifugiati • 86 Viste

ROMA – Preoccupazione viene espressa dal Centro Astalli per il trasferimento di diversi richiedenti asilo verso il centro di Mineo (Catania). Afferma infatti padre La Manna, presidente del Centro Astalli: “Le nostre peggiori preoccupazioni sembrano avverarsi: le notizie che giungono dal Cara di Bari, destano allarme. In queste ore infatti pare si stia procedendo al trasferimento di 167 richiedenti asilo verso il centro di Mineo”. ”Al momento, inoltre, sembra che l’operazione si stia svolgendo senza la notifica di alcun provvedimento alle persone interessate. E come se ciò non bastasse – continua La Manna – non ci sono al momento garanzie sulle condizioni di trattamento riservate alle persone in stato di vulnerabilità  (vittime di tortura, donne in gravidanza, anziani, persone bisognose di cure mediche e psichiatriche…)”.

Per il presidente del Centro Astalli, “la situazione è grave e senza precedenti: senza esagerare si può dire che si assiste impotenti a una deportazione. Tutto sta avvenendo senza interloquire con gli enti di tutela che più volte hanno richiesto al prefetto di Palermo Giuseppe Caruso l’apertura di un tavolo sull’argomento”. In questo contesto tragico per il diritto d’asilo, il Centro Astalli continua a chiedere che si sospendano gli spostamenti delle persone accolte nei Cara italiani verso Mineo, “evitando così  di vanificare percorsi di tutela e integrazione avviati  e che ad oggi non paiono ripetibili in tale struttura”. Inoltre l’associazione ribadisce ancora una volta la ferma richiesta di non trasferire, in alcun caso, le persone in stato di vulnerabilità .

 

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