Inserimento lavorativo dei disabili: al Sud progetti “esemplari”

ROMA – L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità  in Italia ancora oggi non è un obiettivo raggiunto appieno. Ci sono realtà  modello ed altre dove si fatica anche a capire cos’è. In certe zone del Sud Italia rappresenta ancora un ostacolo difficile da saltare, dove occorre lavorare in rete coinvolgendo l’intero territorio per fare il balzo decisivo. Ne è convinta la Fondazione per il Sud, un progetto nato a fine 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, che per tale motivo ha deciso di investire con il Bando Socio-Sanitario 2009, in 7 progetti che riguardano specificamente l’inserimento lavorativo di disabili, per un contributo complessivo di oltre 2,4 milioni di euro (in media 346 mila euro per progetto).

Alle diverse realtà  che hanno partecipato al bando della Fondazione per il Sud è stato chiesto non solo di lavorare al superamento di un ostacolo, ma di due. Oltre all’inserimento lavorativo, anche quello del lavoro in rete tra associazioni e istituzioni. Il bando ha finora coinvolto 69 tra associazioni, cooperative sociali, istituzioni pubbliche, enti ecclesiastici e soggetti del privato. Ci sono oltre 500 destinatari diretti: 480 disabili psichici e 29 disabili fisici, senza contare le famiglie. I progetti finanziati sono distribuiti tra Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, in particolar modo nelle province di Salerno, Potenza, Matera, Bari, Brindisi, Cosenza e Siracusa. Tutti i progetti sono stati avviati verso la metà  del 2010 e hanno una durata che va dai 12 ai 24 mesi. In generale, le attività  realizzate o in corso di realizzazione comprendono due macro tipologie: laboratori e stage o tirocini o borse lavoro che vanno dall’artigianato all’informatica, dalla gestione del verde, alla ristorazione o alla tipografia e molto altro ancora.

Tra i diversi progetti finanziati ad oggi, ce ne sono alcuni “esemplari”. Come il progetto “Linea d’ombra” in corso di realizzazione a Matera, in Basilicata e “Articolo 1” a Latiano, in Puglia. Due progetti in cui è stato possibile sperimentare le potenzialità  del ‘lavoro di squadra”, spesso assente nonostante la consolidata esperienza sul territorio. Sul fronte dell’inserimento lavorativo, per esempio, sono proprio i partner istituzionali ad indicare quali realtà  imprenditoriali hanno bisogno di progetti di inserimento per rientrare nei termini stabiliti dalla legge, oppure quali aziende sono più sensibili al tema per poter avviare collaborazioni di borse lavoro o tirocini. Non mancano poi le idee originali. Come quella del “marchio di qualità  sociale”, proposto nel progetto Linea d’Ombra di Matera per riconoscere le aziende più sensibili al tema, oppure l’istituzione di un vero e proprio Osservatorio territoriale, parte del progetto “Articolo 1”, che possa far incontrare domanda e offerta di lavoro.

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