La contestazione è finita pace tra Harvard e Pentagono

NEW YORK – L’ultima volta che i reclutatori misero piede a Harvard furono respinti in una battaglia da “Fragole & sangue”. Era la notte del 10 aprile 1969 quando gli studenti – come nel film – si ribellarono all’orrore del Vietnam e cacciarono i mercanti di morte fuori dal tempio dell’educazione. Che shock. Più di quattrocento poliziotti per sfrattare gli studenti che si erano asserragliati dopo aver appeso alla porta del rettore le loro imprescindibili richieste. Tra cui appunto l’abolizione dei Rotc: Reserve Officers’Training Corps. Gli uffici di reclutamento all’interno dell’università . Andò come andò. La protesta si estese a tutti gli States e una per una le più importanti università  chiusero la porta in faccia agli emissari dell’esercito. E quando la tensione del Vietnam si spense la battaglia civile s’infiammò intorno a un nuovo scandalo: il bando dei gay nell’esercito. Così i reclutatori rimasero fuori. Per quarant’anni. Fino ad adesso. Fino a quando Barack Obama non è riuscito a far cancellare quel “Don’t Ask Don’t Tell” (non chiedere e non dire) che limitava la presenza degli omosessuali nelle forze armate. Insomma adesso il bando non ha più senso, dice per esempio il rettore Drew Faust. Il primo a rivendere l’anima dei suoi studenti riaprendo Harvard ai fatidici Rotc. La svolta è storica. E la Casa Bianca esulta. «La nostra nazione è in guerra e questa decisione manda un segnale forte all’America: siamo sempre più uniti. I nostri college, la nostra società , le nostre forze armate…». Sarà . Ma il dibattito è riesploso. La Columbia ha chiesto agli studenti di esprimersi con un referendum consultivo. Stanford ha messo su un comitato d’indagine. Stessa cosa alla Brown University di Providence, anch’essa parte dell’Ivy League – la serie A delle 8 migliori università . Scelte difficili. Anche perché il bando dei reclutatori non era legato soltanto alla discriminazione sessuale «che è già  vietata dallo statuto di Harvard», come si affrettano a urlare nel sit-in di protesta i ragazzi e le ragazze del Trans Task Force. «Il problema è la struttura militare – dice Daniela Garcia della Columbia a Usa Today -. Il problema è la violenza strutturale delle forze armate. Incompatibile con le istituzioni dell’educazione». Anche quella dei Rotc è un’istituzione. Risale al 1916. Quando l’America mise fine all’isolamento della Dottrina di Monroe schierandosi nella Prima guerra mondiale. Un esercito davvero moderno aveva bisogno non solo di bravi soldati ma anche di élites: e quale luogo migliore dell’università  per arruolare giovani brillanti e capaci? Gli studenti potevano continuare a studiare mettendo la firma. E lo stato pagava. Come finirà ? Per la verità  l’accordo appena siglato ad Harvard ha una piccola clausola. I reclutatori potranno tornare solo quando la legge di discriminazione dei gay avrà  perso ogni effetto. Ma ci vorranno ancora un po’ di mesi perché le forze armate certifichino ufficialmente che la presenza di gay e lesbo «non pregiudica la capacità  combattente dei soldati». Sì, avete capito bene. Harvard ha già  spalancato le porte ai militari. Ma i militari ancora temono che troppe fragole facciano poco sangue.


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