La polizia protesta ad Arcore Berlusconi: troveremo i fondi

ROMA – «Tremonti dice che i soldi non ci sono. Perché non lo fate fuori?». Silvio Berlusconi, giubbotto con gli stemmi della polizia di Stato e accompagnato dalla scorta, è uscito a sorpresa dalla sua residenza per incontrare i poliziotti che, ieri, manifestavano davanti a villa San Martino, ad Arcore, esibendo uno striscione lungo 20 metri con la scritta «Berlusconi dimettiti». Nonostante un’accoglienza polemica (qualcuno ha fischiato, altri hanno gridato «vattene a casa»), il premier ha scherzato invitando appunto gli agenti a «far fuori» il ministro dell’Economia. Poi s’è impegnato a presentare al Consiglio dei ministri del 23 marzo un provvedimento per recuperare 80 milioni, una parte dei circa 200 milioni tagliati al personale del Comparto sicurezza dall’ultima manovra finanziaria di luglio. «Avete il mio impegno – ha promesso il capo del governo – questa cosa la voglio fare non in modo traumatico, ma con il consenso. Al prossimo cdm presenterò un progetto che sia io, sia il ministro dell’Interno Maroni, sia quello della Difesa La Russa, siamo assolutamente intenzionati a far passare». Il ministro dell’Economia, però, non ne vuole sapere di stanziare risorse alla polizia, tanto che ad un precedente cdm, al momento di discutere l’argomento con i due ministri, lasciò Palazzo Chigi. 
Di qui, l’invito a “eliminarlo”, battuta che ha scatenato l’ilarità  degli agenti presenti, ma che non ha convinto i sindacati. Va detto che per la prima volta il fronte sindacale della polizia s’è spaccato: Ugl, Sap e Siulp erano assenti per aver accolto l’invito rivolto loro venerdì scorso dal vice capo vicario della Polizia Nicola Izzo di rinviare il sit-in in cambio della promessa di nuovi fondi al cdm del 23 marzo. 
«La battuta su Tremonti mi lascia dubbioso – dice Giuseppe Tiani, segretario del Siap e tra i promotori della manifestazione – anche perché so per certo che soldi non ce li hanno, né possiamo accettare un provvedimento che non risolva i problemi degli straordinari. Il governo ha stabilito che i poliziotti non possano avere uno stipendio superiore a quello del 2010 fino al 2013. Questo vuol dire che lavoreremo gratis per l’ordine pubblico, per pedinare i mafiosi, per contrastare il fenomeno epocale dell’immigrazione dal Maghreb. È inaccettabile. Eppure i soldi per usare i militari nella città , senza alcun effetto concreto al contrasto della criminalità , li hanno trovati».
«Tremonti potrebbe farlo fuori lo stesso Berlusconi – ironizza Franco Maccari, segretario del Coisp – visto che gli crea qualche difficoltà , l’importante che lo riesca a trovare». «Abbiamo replicato al premier che questo governo non è credibile – dichiara Claudio Giardullo, segretario generale del Silp-Cgil – perché non ha rispettato gli impegni presi».
«Mi sembra molto facile prendersela con Tremonti – commenta Enzo Letizia, segretario dei Funzionari di polizia – ma è lui, come presidente del Consiglio, ad avere la responsabilità  di trovare i fondi e di razionalizzare le spese. Il premier decida per l’election day e risparmi così centinaia di milioni da destinare alla Sicurezza, anziché fare elezioni in date diverse con l’obiettivo di far fallire un referendum». «Crediamo molto poco agli impegni di un premier e di un esecutivo che finora ha tagliato 3,6 miliardi di euro alla Sicurezza», conclude Emanuele Fiano, presidente del forum Sicurezza del Pd.

 


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