L’ambasciatore Spogli “La politica di Difesa in Italia la fa Tremonti”

Il documento, classificato come Confidential, è fra quelli ottenuti da WikiLeaks e pubblicati in esclusiva per l’Italia dall’Espresso, con l’anticipazione di Repubblica. Nel testo si riferisce di due incontri separati fra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro La Russa con funzionari dell’ambasciata: scopo delle riunioni è parlare di come i tagli alla Difesa decisi dalla manovra di bilancio influiranno nell’operatività  dei soldati italiani, in particolare in Afghanistan. Spogli fa notare a entrambi i funzionari la preoccupazione degli Stati Uniti di fronte alla prospettiva di un ritiro italiano dal SAC, (Strategic Airlift Capabilities) il comando aereo strategico della Nato, un programma che prevedeva l’acquisto e la condivisione di aerei da trasporto militare C130 per fornire supporto alle truppe sul terreno. La decisione di ritirare mezzi e uomini italiani secondo La Russa «è dovuta all’invito fatto dal ministro del Tesoro Tremonti a tagliare il budget perché l’Italia possa rispettare gli impegni presi di fronte alla Ue». Sia Letta che La Russa sottolineano di essere ben consapevoli dell’importanza strategica del SAC, e per questo consigliano all’ambasciatore di «parlare della questione con Tremonti e Berlusconi e sottolineare quanto sia importante che l’Italia continui a partecipare al SAC». «La Russa ha cercato in ogni modo di prendere le distanze dalla decisione di ritirarsi dal programma SAC. Ha spiegato che in qualità  di politico egli è molto attento alla necessità  di non abbandonare i propri “alleati” e di non compromettere il prestigio internazionale dell’Italia. Tuttavia, egli ha affermato che il Ministro del Tesoro ha convinto il Primo Ministro Berlusconi della necessità  di operare tagli consistenti al budget». Cosa fare? Oltre a appellarsi agli americani perché intervengano loro, La Russa non sembra poter far nulla: il ministro racconta come il collega dell’Economia gli abbia suggerito di ritirarsi dal Libano e mettere più risorse sull’Afghanistan. «La Russa ha immediatamente assicurato all’ambasciatore di non aver intenzione di ritirarsi dal Libano e di aver compreso il valore politico della missione». Gli americani promettono di insistere (non avranno successo, l’Italia effettivamente uscì dal programma) e poi concludono sconsolati: «Niente è mai davvero definitivo in Italia (…) Tuttavia, la vera preoccupazione è che la decisione possa lasciar presagire l’arrivo di altre preoccupanti notizie. Come sosteniamo da quasi tre anni, la cronica stagnazione economica, le richieste in contraddizione tra loro di disciplina di budget, gli incentivi per la spesa sociale sono in rotta di collisione tra loro. Forse abbiamo appena assistito alla prima vittima di questo scontro».


Related Articles

Il Nobel per la pace a Muhammad Yunus

L’economista bengalese ha fondato la Grameen Bank e “creato sviluppo sociale dal basso”

Ceuta, centinaia di migranti saltano il muro, molti feriti

Immigrazione. In 800 tentano di entrare nel territorio spagnolo dal Marocco assaltando la recinzione

Per un Medio Oriente denuclearizzato

Negli ultimi mesi la disputa sulla natura del programma nucleare iraniano ha generato innumerevoli tensioni in tutto il Medio Oriente.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment