Mamma abbandona il campo rom e si diploma, la figlia ottiene la borsa di studio

 

L’esempio di integrazione di una famiglia in un piccolo centro del cagliaritano. Una madre che lascia il campo portandosi dietro i quattro figli a cui offrire una nuova vita. Oggi la figlia dodicenne è una delle più brave della scuola

Redattore Sociale Sergio Segio • 1/3/2011 • Buone pratiche e Buone notizie • 223 Viste

CAGLIARI – L’integrazione non solo è possibile, ma alla fine diventa un successo condiviso. Arriva da Sinnai, un piccolo centro in provincia di Cagliari, un bell’esempio di solidarietà  tra la popolazione e una famiglia rom con quattro figli. Tra questi anche una ragazzina di 12 anni, Maria, che ha appena ricevuto una borsa di studio per meriti scolastici, risultando una delle più brave del suo istituto. Una città  intera che ha sposato l’impegno alla solidarietà , accogliendo con fraternità  la famiglia che viveva sino a qualche anno fa in una baraccopoli all’esterno dell’abitato. In quell’ambiente di grande degrado e povertà  ha visto i primi anni di vita anche Maria, assieme ai fratelli e ai genitori. Ma qualche anno fa, ad appena vent’anni, la madre Marina ha deciso di inventare un futuro nuovo, diverso per i suoi bambini. È stata lei la prima ad imparare a leggere e scrivere, abbandonando prima il campo rom dove vivevano tutti assieme e conseguendo prima il diploma e poi anche la specializzazione di mediatore culturale.

Trasferitasi a Sinnai, cambiato il compagno, ora la donna ha ottenuto un nuovo successo, venendo a sapere che sua figlia Maria è una delle più brave e diligenti della classe e ottenendo la borsa di studio. In classe, fanno sapere dalla scuola, non si è mai nemmeno sfiorata la questione del razzismo o di atti di intolleranza, tanto che la ragazzina è ben voluta da tutti e continua a studiare con grande profitto. Di recente l’ultimo esempio di solidarietà : non avendo la madre il permesso di soggiorno, c’era il rischio che la bambina non potesse partire in gita d’istruzione a Firenze. Da qui la catena di solidarietà , attivata dalle insegnanti con un’istanza finita sul tavolo del garante provinciale dell’infanzia Gianluigi Ferrero che ha risolto la questione. E di recente, a Pabillonis, la fondazione Anna Ruggiu ha voluto riconoscere all’alunna i meriti del suo sacrificio scolastico, offrendole una borsa di studio che le consentirà  di proseguire. (fp)

 

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