Nomine e affari, Bisignani parla della Santanché

NAPOLI – Fini era contrario all’ingresso di Daniela Santanché nella compagine di governo. E Luigi Bisignani si sarebbe adoperato, sia pure non da solo, per rimuovere il veto di natura politica opposto dal presidente della Camera a causa della scelta dell’ex esponente di An, poi divenuta sottosegretario all’Attuazione del programma nel marzo 2010, di guidare La Destra alle ultime elezioni politiche. Si è parlato anche di questo retroscena, nella prima “dichiarazione spontanea” di Bisignani. I pm di Napoli Henry John Woodcock e Francesco Curcio, che coordinano l’indagine partita dall’ipotesi di notizie riservate usate a fini di dossier e ricatti e poi estesa alla rete di relazioni intrecciata da Bisignani ai livelli più alti della gestione del potere, hanno rivolto al lobbista domande anche su Visibilia, la concessionaria di pubblicità  riconducibile alla Santanché. Bisignani, che è assistito dagli avvocati Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo, ha smentito qualsiasi cointeressenza nella società . Nei giorni scorsi i pm hanno inviato una lettera agli uffici di alcune fra le principali aziende a capitale pubblico, come Eni e Enel, chiedendo di comunicare eventuali rapporti con Visibilia o con la società  di relazioni pubbliche Dani comunicazione, di cui la Santanché è amministratore. Tutte le circostanze delineate da Bisignani, che sarà  ancora interrigato, dovranno essere verificate dagli inquirenti. La Santanché invece non è ancora stata convocata dai pm e, va chiarito, non è indagata. In una nota, intanto, il presidente del Copasir Massimo D’Alema ha ricostruito la circostanza dell’incontro con il capo dell’Aise (l’ex Sismi), il generale Adriano Santini, riferita ai magistrati da Bisignani. Questi ha collocato l’episodio dopo la nomina dell’alto ufficiale ma prima dell’investitura. «Come ho già  detto ai magistrati – dichiara D’Alema – ho incontrato il generale Santini il 9 febbraio 2010, dopo che qualche giorno prima, precisamente il 4 febbraio, avevo ricevuto comunicazione ufficiale da parte del governo che egli era stato designato come nuovo direttore dell’Aise. Non vedo come avrei potuto raccomandare qualcuno che era già  stato nominato». Aggiunge poi D’Alema: «La mia segreteria ha ricevuto, a nome del generale, una richiesta di incontro che mi è parsa del tutto normale in vista di una futura collaborazione. In effetti il generale Santini si presentò con il dottor Bisignani il quale, tuttavia, non prese parte al nostro incontro, peraltro assai breve». Ieri pomeriggio è stato sentito l’ex manager della Security Telecom Giuliano Tavaroli il quale, in un’intervista rilasciata il 22 luglio 2008 a Repubblica, nel pieno della bufera collegata all’indagine milanese che lo aveva coinvolto, aveva citato Bisignani come uno degli attori principali di un’area di potere paragonata a un «network eversivo». Lunedì era stata disposta la perquisizione nei confronti dell’imprenditore Angelo Chiorazzo (non indagato) allo scopo di approfondire i suoi rapporti con Bisignani ma soprattutto con il deputato del Pdl Alfonso Papa, che non risulta indagato ma viene indicato come «coinvolto» nel filone sulle informazioni usate indebitamente. La perquisizione a Chiorazzo ha riguardato la consulenza da 1000 euro lordi, stipulato dalla società  Auxilium a Maria Elena Valanzano, all’epoca dei fatti capo della segreteria politica di Papa. Un incarico «fittizio», secondo quanto ricostruito anche sulla base della testimonianza della Valanzano. L’avvocatessa non svolse alcun tipo di prestazione per sei mesi, poi si dimise.


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