Salvataggio Ligresti, Groupama prende tempo

MILANO – Groupama si è preso tutta la giornata di sabato, ma alla fine non ha sciolto i dubbi maggiori: ha reso note le motivazioni con cui la Consob gli ha imposto la doppia Opa, su Premafin e su Fonsai, per poter andare avanti, ma non ha ancora preso una decisione su come procedere e si riserva, nei prossimi giorni, di approfondire l’analisi dei motivi del “no”, le «implicazioni e le opzioni aperte per il gruppo». Ma il colpo è stato pesante: in sei pagine, la Commissione ripercorre lo stato dell’arte, illustra perché questa fattispecie giuridica è diversa da tutte le precedenti – anche quelle che in apparenza hanno motivi di somiglianza – e in conclusione spiega perché l’Opa è obbligatoria se si vuole procedere su questo terreno, anzi la doppia Opa su Premafin e su Fonsai (ma non sulla Milano, perché la consistenza dei suoi asset rispetto a Fondiaria non la richiede). Domani, all’apertura del mercato, arriverà  la risposta della Borsa sui titoli della galassia Ligresti. Scendendo nello specifico, la Consob sottolinea il fatto che i membri del patto di sindacato Premafin, la famiglia Ligresti, sono uniti da un «vincolo debole» (peraltro in scadenza a giugno) mentre al contrario il nuovo soggetto che si aggiunge, Groupama, ha una quota rilevante; e anzi singolarmente superiore a quelle di tutti gli altri pattisti presi uno per uno. Non solo: il patto del 29 ottobre scorso, con cui Groupama annunciò l’intenzione di partecipare all’aumento di capitale Premafin, poi integrato il 22 novembre, «non sostituisce il patto parasociale preesistente grazie al quale il gruppo Ligresti controlla Premafin, ma è a tutti gli effetti un nuovo patto che a quello si affianca», scrive ancora la Commissione; e a questi nuovi pattisti spetta quindi l’obbligo di promuovere l’Opa. Inoltre, il nuovo protagonista, Groupama, «potrebbe diventare, ad esito dell’operazione, il socio di maggioranza relativa di Premafin» ed è ancora più forte grazie alla relazione con un altro neo-socio Premafin, Bollorè, che ha preso una partecipazione del 5%: due gruppi legati da «significativi rapporti societari, sicuri indici di vicinanza tra i due gruppi» dice la Consob. Poi la ciliegina sulla torta: l’accordo di lock up per due anni, talmente invasivo da mettere a repentaglio la stessa «gestione ordinaria del gruppo» e peraltro concepito in modo tale per cui gli obblighi siano in capo solo al socio-Ligresti. Questo secondo perno della questione, per la Commissione, è tale da togliere gli ultimi dubbi. Dunque, le regole riscritte hanno un «impatto significativo senza che possa ravvisarsi una continuità  con gli assetti di controllo preesistenti». E ancora: «Si determinerebbe una modifica rilevante degli assetti di controllo di Premafin», ragione per cui va promossa l’Opa (peraltro di concerto tra i protagonisti della vicenda quindi Groupama, ma anche i Ligresti). Infine, scrive la commissione, il quesito sulla singola partecipazione che i francesi hanno anticipato di voler prendere in Fondiaria. Il quesito è riassorbito dall’obbligo d’Opa, indicato a monte, ma ove per una qualche ragione non lo fosse, la Consob ricorda che per non incorrere in nuovi obblighi la quota liberamente acquisibile dovrebbe essere molto più bassa del 17% richiesto (il 5% del nuovo capitale, post aumento).


Related Articles

La spinta per la crescita e gli ultimi duelli sulla linea del rigore

Lo sblocco del provvedimento dopo le proteste delle imprese e le pressioni dei partiti

Cariche e botte, Ikea fa il bis

Ikea. Appalti. Nuova protesta dei facchini per le condizioni di lavoro a Le Mose. Bloccato il magazzino, nonostante le manganellate

I numeri non sono un’opinione

I dati del precariato e dei bassi salari che Renzi non “vede”. 1990-2014: il salario medio di un dipendente privato ha perso 3 punti percentuali, nell’Eurozona in media ne ha guadagnati 15

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment