Sarkozy riconosce i ribelli libici “Bombardiamo anche da soli”

PARIGI – È un improbabile diplomatico, il saggista Bernard-Henri Lévy, a presentarsi come l’artefice della svolta francese. È stato lui, dopo un viaggio a Bengasi, ad aver convinto Nicolas Sarkozy a ricevere tre rappresentanti del Comitato nazionale di transizione. Ed è ancora lui ad essere presente all’incontro durante il quale il capo dello Stato annuncia di voler riconoscere l’opposizione al regime di Gheddafi come unica rappresentante della Libia e di pensare a bombardamenti «mirati» per costringere il colonnello ad abbandonare il potere. «Non sono un sostenitore di Sarkozy, ma sono fiero del mio paese», ha detto Lévy, mentre fonti diplomatiche annunciavano un piano «strategico» francese, che sarà  presentato oggi a Bruxelles. Contestato per la disastrosa gestione delle crisi tunisina ed egiziana, accusato di aver sostenuto fino all’ultimo i dittatori, Sarkozy ha operato una svolta a centottanta gradi: è stato il primo europeo a chiedere la partenza di Gheddafi ed è oggi il primo ad annunciare l’invio a Bengasi di un ambasciatore. «La Francia riconosce il Consiglio come rappresentante legittimo del popolo libico», hanno detto i tre rappresentanti dell’opposizione al colonnello. Poco dopo, l’Eliseo ha confermato. Sarkozy avrebbe anche sottolineato la difficoltà  di far passare all’Onu una risoluzione per imporre una no-fly zone ed avrebbe parlato della possibilità  di «raid mirati». Secondo le indiscrezioni, non confermate, l’aviazione francese dovrebbe agire insieme a quella britannica ed eventualmente alle forze aeree di altri paesi europei. Parigi, invece, ritiene inopportuno un intervento della Nato e quindi degli Stati Uniti, considerato controproducente. Sarkozy avrebbe accolto le richieste degli oppositori libici, che chiedono di bombardare gli aeroporti militari di Sirte e Sebha e il campo di Bab al-Azizia, residenza di Gheddafi. Stando al Nouvel Observateur, Sarkozy avrebbe anche detto che la Francia è pronta ad agire da sola «se necessario». Fonti dell’Eliseo hanno però frenato: «Non siamo a questo punto. Chiederemo le autorizzazioni giuridiche per impedire l’uso della forza da parte di Gheddafi». Sarkozy avrebbe detto ad alcuni parlamentari del centro-destra di pensare a «bombardamenti mirati in casi precisi ed estremamente limitati». Tripoli ha preso malissimo la decisione parigina di riconoscere l’opposizione come legittimo rappresentante della Libia. L’agenzia ufficiale Jana e la televisione di Stato hanno minacciato Sarkozy: «Un grave segreto provocherà  la sua caduta e perfino il suo giudizio in tribunale per il finanziamento della sua campagna elettorale. Uno Stato come la Francia non può commettere questa stupidaggine e riconoscere persone che rappresentano solo loro stesse».


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