Talk show, blocco inammissibile stop di Zavoli al blitz del Pdl

ROMA – Emendamenti inammissibili. Viene stoppata la prova di forza con la quale Pdl e Lega, in Vigilanza Rai, stanno tentando «spegnere» i talk-show politici in campagna elettorale col pretesto della par condicio. Il presidente della commissione, Sergio Zavoli, che è anche relatore del regolamento per la disciplina tv in vista delle amministrative del 15 maggio, dichiara dunque inammissibili i quattro emendamenti presentati dalla maggioranza e che puntano a equiparare i programmi di approfondimento alle tribune elettorali. Assimilazione che porterebbe il direttore generale Rai Mauro Masi a ripristinare la sospensione di Annozero, Ballarò, Porta a Porta, In Mezzora e altri talk già  decisa lo scorso anno in occasione delle Regionali. «Come presidente e relatore – spiega Zavoli – non posso non condividere le richiamate considerazioni di molte delle pronunce della Corte Costituzionale e del Tar del Lazio, nonché dall’Agcom nella delibera appena approvata in tema di distinzione tra la disciplina dei programmi informativi e quella della comunicazione politica. Non posso che condividere i timori di quanti paventano il rischio di ripetere l’esperienza verificatasi nel 2010». Tutta l’opposizione si era schierata in questi giorni contro il blitz. I conduttori dei principali programmi di approfondimento Rai erano già  sul piede di guerra, da Santoro a Floris, passando per un più cauto ma altrettanto contrario Vespa. I componenti pidiellini della Vigilanza non si danno per vinti, tuttavia. «Non sussistevano le condizioni per dichiarare inammissibili i nostri emendamenti – protesta il vicepresidente, Giorgio Lainati – Se necessario ci rivolgeremo ai presidenti di Camera e Senato. Noi non ci facciamo dettare le regole dall’Agcom, fino a prova contraria è il Parlamento a dettarle». Oggi sarà  di nuovo battaglia, in commissione. La partita resta aperta, preannuncia il capogruppo Pdl, Alessio Butti: «Le argomentazioni di Zavoli non ci convincono. Valuteremo con molta attenzione l’atteggiamento da assumere nella seduta convocata per oggi». Perché è nel pomeriggio che il regolamento dovrebbe essere messo ai voti in via definitiva. L’opposizione apprezza invece la decisione del presidente, ed è intenzionata a difenderla al momento clou del voto, nelle prossime ore. Il nodo del pluralismo resta cruciale. Proprio ieri, il consiglio dell’Agcom, a maggioranza, ha impartito un ordine a Tg1, Tg4 e Studio Aperto per un «riequilibrio immediato tra tempo dedicato alla maggioranza e opposizione, evitando la sproporzione della presenza del governo, specie in relazione alla campagna elettorale d’imminente inizio». All’unanimità , invece, l’organo di garanzia presieduto da Corrado Calabrò ha vietato i videomessaggi (dei quali il premier, ma non solo, fa ormai largo uso) in campagna elettorale. La stessa Authority ha ribadito che Report dovrà  assicurare il diritto di replica al ministro Tremonti (è una querelle che va avanti dal 2010). «Abbiamo chiesto e sollecitato più volte un intervento del ministro Tremonti: non ci è mai arrivata risposta», è la replica di Milena Gabanelli.


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