Torino dà  la licenza dei motori in Cina

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Nei prossimi giorni sono previsti gli incontri politici per effettuare l’analisi approfondita delle varie opzioni e prima del 28 aprile, verrà  presa la decisione. In Cina, la Fiat ha venduto la piattaforma della vecchia ammiraglia Alfa Romeo 166 a Guangzhou Auto Corporation che non sarà  utilizzata per costruire una vettura con il marchio del Biscione, ma servirà  a sviluppare una serie di prodotti per il marchio autonomo Gag della casa cinese (l’azienda torinese è presente in questo mercato da circa 25 anni con i mezzi commerciali Iveco e con New Holland). La prima vettura realizzata si chiama Trumpchi, un veicolo, montato sulla stessa base, X-Power suv, verrà  esposto al Salone di Shanghai, al prossimo aprile. Sempre alla stessa società  cinese (nella foto in alto una linea di montaggio) FiatPowerTrain ha concesso la licenza per produrre localmente motori a benzina con cilindrate 1.6, 1.8, 2.0 litri, in attesa che sia terminato l’impianto produttivo che Fiat sta realizzato in joint venture con Guangzhou, a Changsha, capitale della provincia di Hunan, nel Sud della Cina, dove sono stati investiti oltre 400 milioni di euro, pronto nella primavera del 2012, inizialmente con una capacità  di 140 mila unità  annue, oltre a 220 mila motori. Verrà  costruita una berlina Fiat, del segmento C, da vendere nel paese asiatico, il modello deriva dal Dodge Caliber della Chrysler, utilizza il pianale della C-Evo, lo stesso inaugurato dall’Alfa Romeo Giulietta. Anche la Fiat 500, proveniente dallo stabilimento di Toluca in Messico, quasi certamente sarà  importata nel Paese asiatico, equipaggiata, in un primo tempo, con il motore Fire ed il cambio automatico, in seguito con il bicilindrico Twinair 900 cc di cilindrata, con potenze tra 65 e 105 cavalli, che riduce le emissioni del 30%rispetto ad un propulsore di uguali prestazioni, già  montato in Europa e in Usa. È invece stata accantonata definitivamente la produzione della Fiat Linea, attivata nel 2008 con la Cherry Automobile. La Fiat ha suo centro ricerche a Shanghai dove sono stati investiti 22 milioni di euro, per lo studio di tecnologia avanzata.


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