Unhcr: “Dimezzate le domande d’asilo nel mondo, Italia quattordicesima”

GINEVRA – Continua a diminuire, anche nel 2010, il numero di richiedenti asilo nei paesi del mondo industrializzato. La cifra attuale infatti è pari a circa la metà  del livello di inizio millennio. È questo uno dei dati principali emersi dal rapporto statistico sulle domande d’asilo presentate nel 2010 in 44 paesi industrializzati, pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). È importante precisare che il rapporto prende in esame le nuove domande d’asilo presentate e non il numero di persone alle quali è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Lo scorso anno – si legge nel rapporto – nei paesi industrializzati sono state inoltrate complessivamente 358.800 domande d’asilo, il 5% in meno rispetto all’anno precedente e ben il 42% in meno del 2001. Negli ultimi dieci anni, il 2001 è stato l’anno in cui è stato presentato il maggior numero di domande: 620mila.

“Le dinamiche dell’asilo a livello globale sono in continuo mutamento” ha affermato l’Alto Commissario per i rifugiati Antà³nio Guterres. “Il numero di domande d’asilo nel mondo industrializzato si attesta oggi su un livello molto più basso rispetto a un decennio fa. Le cifre annuali sono in crescita solo in un ridotto gruppo di paesi. È necessario studiare le cause alla base di questa tendenza per capire se il declino nel numero di domande sia la conseguenza di una riduzione dei fattori di spinta nelle aree di origine o invece di più rigidi controlli delle migrazioni nei paesi d’asilo”.

Il numero di domande di asilo presentate lo scorso anno rappresenta il quarto più basso dell’ultimo decennio. Su base annuale sono state riscontrate diminuzioni in gran parte delle regioni del mondo, tra cui Europa, Nord America e Asia del nord. Nel vecchio continente, il declino più sensibile si è registrato nei paesi meridionali, nei quali il numero di domande presentate nel 2010 è stato complessivamente inferiore del 33% rispetto all’anno precedente. Ciò si spiega principalmente col fatto che un numero minore di persone ha chiesto protezione a Malta, in Italia e in Grecia. Tale diminuzione è tuttavia bilanciata da aumenti in altri paesi, come in Germania (+49%), Svezia (+32%), Danimarca (+30%), Turchia (+18%), Belgio (+16%) e Francia (+13%). Al contrario, sensibili diminuzioni sono state registrate in Norvegia (-42%) e Finlandia (-32%).

Nel 2008 in Italia si era verificato un significativo aumento delle domande di asilo, in linea con gli standard europei (30.300). Molti di coloro che presentavano domanda arrivavano prevalentemente via mare. Nel 2009, il numero delle domande di asilo è diminuito drasticamente, tale calo va attribuito anche alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra le quali i respingimenti in alto mare. Dal 2008 al 2009 le domande di asilo si sono quasi dimezzate (17,600). Nel 2010, questo trend è continuato con 8,200 domande (sulla base dei dati attualmente disponibili), classificando l’Italia al 14° posto per destinazione tra i 44 paesi industrializzati.

A livello di continenti, solo in Australia il numero di domande d’asilo presentate lo scorso anno è stato superiore a quello del 2009. In Australia le domande inoltrate sono state 8.250, per un aumento del 33%. Tuttavia le cifre relative a questo continente sono ben al di sotto dei livelli riscontrati in altri paesi – sia del mondo industrializzato che non industrializzato – e si sono rivelate inferiori di oltre un terzo se paragonate con quelle del 2001. I 44 paesi presi in esame dal rapporto sono – oltre ai 27 dell’Unione Europea – Albania, Australia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Repubblica di Corea, Croazia, Giappone, Islanda, Liechtenstein, Repubblica ex jugoslava di Macedonia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Serbia, Stati Uniti, Svizzera e Turchia.

 

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