Viola la no-fly zone, poi atterra caccia francesi all’attacco distrutto un aereo del Colonnello

PARIGI – L’aviazione di Gheddafi cerca di violare la no-fly zone e i caccia francesi non esitano a colpire: un aereo libico è stato abbattuto sulla base militare di Misurata. Rivelata da una televisione statunitense, la notizia è stata confermata dai vertici militari alleati, prima a Washington e poi a Parigi. Secondo la versione degli occidentali, il velivolo sarebbe stato colpito subito dopo l’atterraggio. I libici, invece, non hanno fornito particolari sulla vicenda. L’episodio è avvenuto attorno alle 12,40. A dare l’allarme è stato un Awacs della coalizione internazionale, che ha registrato la presenza in volo di un aereo. E’ stato facile per i Rafale dell’aviazione transalpina mettersi sulle tracce del velivolo, un Soko G2-Galeb, vecchio apparecchio di fabbricazione jugoslava, fabbricato a partire dagli anni Sessanta e uscito di produzione nell’ormai lontano 1985, largamente utilizzato dai serbi durante la guerra nella ex Jugoslavia. Subito dopo l’avvistamento dell’aereo libico, dice il comunicato del ministero della Difesa, due pattuglie di Mirage e di Rafale si sono recate nella zona «e hanno confermato la presenza di un aereo da combattimento che operava in violazione della risoluzione 1973. La pattuglia Rafale ha realizzato un bombardamento aria-suolo con un armamento A2SM quando l’aereo da combattimento delle forze del colonnello Gheddafi era appena atterrato sulla base aerea militare di Misurata». I militari transalpini non hanno aggiunto altro. Per loro si tratta di un’operazione normale, niente di più. Ma è significativo che per la prima volta le forze fedeli al dittatore libico abbiano tentato di violare la no-fly zone imposta dall’Onu con la risoluzione 1973. Non sorprende, invece, che l’episodio sia avvenuto nella zona di Misurata. Secondo il comandante dell’Africa Command americano, il generale Carter F. Ham, le forze di Gheddafi, vestite con abiti civili, stanno avanzando proprio nella zona di Misurata. Il regime non dispone più di difese anti-aeree, ha detto ancora il generale statunitense, e adesso le operazioni militari sono rivolte contro le truppe a terra, più difficili da individuare. Quanto all’abbattimento dell’aereo libico, il generale Ham ha precisato: «Non stiamo dando la caccia a Gheddafi, stiamo semplicemente facendo rispettare la no-fly zone. Dove vediamo pericoli interveniamo. I francesi hanno abbattuto un jet libico perché stava atterrando e rappresentava un pericolo». Poi Ham ha ammesso di non potere escludere che in questi giorni ci siano state vittime civili: «Ma posso assicurare – ha detto – che stiamo lavorando con una precisione chirurgica su queste azioni proprio per poter proteggere i civili».


Related Articles

Bomba in una chiesa di Nairobi durante la messa per le scuole muoiono due bambini, molti feriti

Probabile rappresaglia delle milizie somale di Al Shabab dopo l’offensiva keniana

Le Guerre del Golfo, tra export bellico e petrolio

Trump non può lamentarsi troppo dei suoi alleati visto che appena diventato presidente, ha firmato forniture di armi per 100 miliardi di dollari con Riad

PRIMA PIROMANI, POI POMPIERI

Deciso «d’urgenza», per «combattere il terrorismo», l’intervento francese in Mali ha il sapore delle cose già  viste. Torna in mente soprattutto l’Afghanistan e il discorso brandito dal presidente George Bush con il ben noto successo, visto che le truppe occidentali si ritirano oggi penosamente da quel paese.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment