11 settembre, processo a Guantanamo

Il supercarcere non chiude più
Atteso l’annuncio del ministro della giustizia Usa: a giudicare Khalid Sheikh e gli altri il tribunale militare

Corriere.it Sergio Segio • 5/4/2011 • Diritti umani & Discriminazioni • 98 Viste

   MILANO – Khalid Sheikh Mohammed e gli altri quattro accusati di avere progettato l’attacco agli Usa dell’11 settembre saranno processati da un tribunale militare a Guantanamo, non in un tribunale civile. Secondo voci riprese dalla stampa Usa l’annuncio sarà  fatto dal ministro della Giustizia Eric Holder. È un nuovo passo della Casa Bianca in direzione opposta rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale di chiudere il carcere militare nell’enclave statunitense a Cuba. Il governo rinuncia così ufficialmente al piano di far processare i cinque in un tribunale federale a New York. Holder aveva annunciato nel novembre 2009 la volontà  di tenere il processo a New York, ma il comune e la città  si erano opposti immediatamente per motivi di sicurezza. Per lo stesso motivo il congresso era contrario a tenere i processi sul territorio degli Usa. E così al governo non resterebbe che annunciare la celebrazione del processo nello stesso luogo dove i cinque sono detenuti, Guantanamo. E non più in una corte federale ma in un tribunale militare, dove comunque gli imputati rischiano la stessa pena, la condanna a morte

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