Concorsi per infermieri aperti agli stranieri: sentenza a Milano

 

Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato da Cisl e Cisl funzione pubblica contro la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori che, in due bandie in un avviso pubblico, aveva inserito tra i requisiti la cittadinanza italiana

Redattore Sociale Sergio Segio • 5/4/2011 • Buone pratiche e Buone notizie • 130 Viste

MILANO – Anche i cittadini stranieri possono partecipare ai concorsi per diventare infermieri. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano accogliendo il ricorso presentato da Cisl e Cisl funzione pubblica milanesi contro la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori che, in due bandi per l’assunzione di un operatore socio sanitario e due infermieri e in un avviso pubblico per la stipula di un contratto a termine con un altro infermiere, aveva inserito tra i requisiti la cittadinanza italiana.
A presentare il ricorso, nove donne sudamericane e provenienti dall’Est Europa che lavorano, con contratti a tempo determinato, presso la Fondazione da almeno 4-5 anni e che aspirano all’assunzione a tempo indeterminato. “La pubblica amministrazione -ha commentato Maria Grazia Bove, segretaria Cisl Milano, con delega all’immigrazione- dovrebbe rendersi conto che è ora di smetterla con questi atteggiamenti discriminatori e anacronistici, tanto più che la giurisprudenza in materia è ormai consolidata”.

Nella sentenza, il giudice Carla Bianchini ordina alla Fondazione “di cessare tale comportamento discriminatorio consentendo agli stranieri privi di cittadinanza italiana o comunitaria ma regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale di partecipare ai bandi di concorso per assunzioni a tempo indeterminato”.
Una vicenda che ha già  diversi precedenti nel capoluogo lombardo, come spiega l’avvocato Alberto Guariso, che ha seguito la causa: “C’è stata una sentenza contro l’Ospedale San Paolo che, dopo i due gradi di giudizio, ora ha ricorso in Cassazione e un’altra sentenza contro l’Asl provincia di Milano 1. Mentre in un caso analogo che ha coinvolto l’ospedale Niguarda si è arrivati a un accordo davanti al giudice”. (is)

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