Il Pd: “Rilanciare il sistema integrato dei servizi. Stop alle politiche dissennate”

ROMA – “Il rilancio del Sistema integrato dei servizi per le dipendenze patologiche è la grande scommessa per il rilancio delle politiche sulle droghe”. E’ questo uno dei punti fermi su cui il Partito democratico riflette oggi sul tema delle droghe con un seminario dal quale lancia le proprie “Idee e proposte in tema di droghe e dipendenze patologiche”, presso la propria sede nel cuore di Roma. Per Beppe Vaccari, della Consulta Sanità  del Pd, occorre  “rilanciare il sistema dei servizi in Italia che continua ad arrancare ed è la cenerentola del sistema sociosanitario. Il primo passo è rimettere al centro la persona tossicodipendente, basta con la solita storia della punizione, della pena, prima di tutto dobbiamo pensare che ci sono persone che a partire dall’uso delle sostanze stanno male”.

E il riferimento all’attuale ‘gestione’ del Dipartimento politiche antidroga non è casuale. Duro il giudizio del Pd sul lavoro svolto dal capodipartimento Giovanni Serpelloni e dal sottosegretario con delega alle politiche antidroga Carlo Giovanardi, la cui “politica dissennata” ha dissolto un sistema integrato, ha “demonizzato il tema della riduzione del danno” e ha cercato in questi tre anni di “far passare l’idea che tutte le droghe siano uguali, mentre noi vorremmo riportare la scienza al centro del ragionamento. In termini scientifici non è vero che tutte le droghe sono uguali, non è vero che tutti hanno bisogno dello stesso percorso terapeutico”. Vaccari contesta a Giovanardi anche gli esiti della legge in materia di droghe che porta anche il suo nome. “Vorremmo ragionare sugli effetti che ha avuto la legge di Giovanardi – ha aggiunto -. Lui continua a dire che non è vero che ha portato più gente in carcere, intanto i dati non escono mai in modo chiaro e già  alla conferenza di Trieste fu dimostrato dalla Cgil e da altri che non era vero. Quello che preoccupa, poi, è lo strumento penale come strumento di dissuasione sapendo che non funziona”.

Vaccari critica fortemente anche il rapporto del Dipartimento con le regioni. “Il Dipartimento lavora come se non esistessero le regioni, come se non esistesse una competenza in capo alle regioni sull’intervento di prevenzione e di cura, non possiamo avere due binari. L’ultima perla è il piano nazionale antidroga costruito a tavolino senza un minimo di coinvolgimento delle regioni che sono i principali attori protagonisti”. Vaccari inoltre denuncia anche il “mistero sull’uso delle risorse. Sono stati tolti i fondi alle regioni definiti col governo Prodi con progetti che le regioni stavano già  facendo partire e non si sa come sono stati utilizzati. Perché questo fumo intorno ai dati? Con l’esclusione del Cnr, a chi sono state affidate queste ricerche, come quali titoli?”. Dubbi sollevanti anche dai partecipanti al seminario, provenienti dagli ambienti dei servizi territoriali per le tossicodipendenze.

 

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