«Ci riprenderemo i nostri figli Ma non come fossero bestiame»

TUNISI— «La Tunisia è pronta a riprendersi i suoi figli, ma non possiamo accettare operazioni spettacolari, con navi cariche come se trasportassero bestiame» . Moez Sinaoui è uno dei consiglieri più stretti del primo ministro Béji Caidi Essebsi, con delega alla supervisione della comunicazione. Farà  parte anche lui della delegazione governativa che oggi riceverà  a Tunisi il premier Silvio Berlusconi, accompagnato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni e dalla sottosegretaria agli Esteri, Stefania Craxi. Sinaoui, ha lavorato fino a tarda sera, cercando, soprattutto, di limitare l’impatto della nota diffusa sabato sera dai suoi colleghi del ministero degli Esteri. Il comunicato sosteneva che il 25 marzo scorso «non sono state firmate nuove intese sull’immigrazione con il governo italiano» , mentre Roma sostiene il contrario. Quante possibilità  ci sono di arrivare a un accordo sull’immigrazione clandestina? «Sono convinto che si troverà  una soluzione: abbiamo eccellenti rapporti con l’Italia. Relazioni antiche e nuovi legami. Berlusconi ama il nostro Paese, come pure Stefania Craxi…» . D’accordo, ma il governo italiano vi chiede di tenere fede ai patti e di rimpatriare gli immigrati. «Stiamo vivendo una situazione eccezionale. La Tunisia non fa apposta a mandare tutti questi giovani a Lampedusa. Siamo consapevoli del problema e siamo pronti a trovare una soluzione responsabile» . Accetterete i rimpatri? «Ma certo. Però bisogna capire che qui c’è stata una rivoluzione e che, subito dopo, abbiamo dovuto gestire anche la massa di profughi in arrivo dalla Libia. Comunque siamo pronti a fare uno sforzo da parte nostra: non abbandoneremo certo i nostri figli. Troviamo un compromesso: l’Italia ci mandi gli aiuti per vigilare le coste e ci dia una mano per rilanciare la nostra economia, in modo da trattenere i giovani in Tunisia. Se siamo d’accordo, lo ripeto, che la situazione è eccezionale, i due governi devono dare, entrambi, una risposta eccezionale» . Quindi s i e t e pronti a rivedere i vincoli degli accordi bilaterali sulla riammissione dei clandestini? Al momento sono consentiti non più di 4-5 rimpatri al giorno via aerea e una dozzina via mare. «Aspettiamo l’incontro con Berlusconi. Una cosa, però, si può dire subito. La soluzione non sono le operazioni spettacolari, con bastimenti stracarichi di persone. Qui non si tratta di trasportare bestiame. Si possono, invece, prevedere dei piccoli gruppi, con rientri settimanali e, con un po’ di comprensione reciproca, l’emergenza può rientrare» . È sicuro che questa sia una misura sufficiente? «Sono sicuro che questa sia una crisi transitoria. Come pure sono certo che la Tunisia guarda all’Italia come a un partner strategico cui non vuole rinunciare. Tutto possiamo fare, ma non cambiare la geografia» .


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