Parigi e la tentazione di sospendere Schengen

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PARIGI — Martedì a Roma Francia e Italia parleranno di come cambiare il Trattato di Schengen, di come renderlo più efficiente e quindi anche di quando e come sospenderlo «in caso di situazioni di emergenza, quali per esempio l’arrivo di clandestini provenienti da Tunisia e Libia nei giorni scorsi o l’attuale flusso migratorio in corso al confine tra Grecia e Turchia» . Queste parole pronunciate da una fonte dell’Eliseo, durante una riunione di preparazione al vertice franco-italiano di Villa Madama, hanno scatenato ieri varie interpretazioni, tra le quali quella di un’imminente sospensione del Trattato di Schengen da parte di Parigi. Una tentazione che in serata ha preso la forma di una smentita, tramite le parole di Michele Cercone, portavoce della Commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmstrà¶m: «Le autorità  francesi hanno chiarito alla Commissione europea di non avere alcuna intenzione di introdurre controlli alle frontiere interne, e di non avere mai ipotizzato una sospensione degli accordi di Schengen» . La sospensione temporanea di Schengen, prevista dal trattato, è stata già  usata in passato, per esempio dall’Italia in occasione del G8 di Genova. E ora che il clima tra Francia e Italia sembra rasserenarsi, con le rispettive diplomazie al lavoro perché il vertice sia un successo e ricomponga definitivamente i dissapori delle ultime settimane, una denuncia unilaterale del trattato da parte della Francia sembra in effetti improbabile. È vero però che il tema dell’immigrazione, e quindi di come rafforzare Schengen, sarà  al centro dei colloqui tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente Nicolas Sarkozy. «L’Unione Europea e gli accordi di Schengen prevedono la sparizione delle frontiere interne — ha spiegato la fonte dell’Eliseo durante il briefing con la stampa —. I controlli però devono sussistere ed essere efficaci alle frontiere esterne: quando questi diventano impossibili, per esempio in situazioni straordinarie come quelle vissute a Lampedusa, bisogna pensare a un meccanismo che renda una sospensione temporanea più facile e condivisa» . Nessuna volontà  di lavorare a un nuovo trattato, ha quindi precisato l’Eliseo. «A lungo termine, speriamo nella nascita di una vera e propria guardia europea di frontiera, con i contributi degli uomini di tutti gli Stati membri, per assicurare il rispetto dei confini esterni» . Gli altri temi del vertice di Roma saranno l’intervento in Libia — «il nostro accordo è ormai pressoché completo su tutti i punti» — e le questioni economiche. «I casi Lactalis Parmalat, Edf-Edison e Lvmh-Bulgari hanno provocato emozione in Italia, ma occorre ricordare che molte piccole e medie imprese investono e conducono acquisizioni in Francia, per un valore più o meno equivalente. E la bilancia commerciale è favorevole all’Italia» .


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