Parmalat, nuovo blitz di Lactalis lanciata Opa totalitaria da 3,3 miliardi

PARIGI – Lactalis sfida tutti, coglie in contropiede i paladini della cordata italiana e si permette di fare uno sgarbo alla coppia Berlusconi-Sarkozy. Poco più di due ore prima dell’inizio del vertice a Villa Madama, l’azienda francese ha annunciato il un’Opa ostile sulla Parmalat. Accompagnata dalle solite buone parole sull’italianità  del gruppo emiliano, ma in realtà  tesa a tagliare l’erba sotto i piedi a Giulio Tremonti e alle sue velleità  di mettere in piedi un’alleanza bianco-rosso-verde da opporre ai normanni. La notizia spiazza tutti, francesi compresi: sulle rive della Senna è opinione prevalente che Lactalis abbia agito senza avvertire il governo, se non all’ultimo minuto. La famiglia Besnier, si dice, avrebbe voluto evitare di finire nelle pastoie diplomatiche, di vedere la vicenda Lactalis-Parmalat trasformarsi in una delle tante merci di scambio del contenzioso italo-francese. E i normanni, fedeli alla loro reputazione di gente chiusa e testarda, sono andati avanti per la loro strada. L’Opa, considerata ostile dagli osservatori ma non da Silvio Berlusconi, è stata messa a punto con quattro partner finanziari: Crédit Agricole, Société Générale, Hsbc e Natixis. L’offerta è sufficientemente alta per dissuadere eventuali controproposte: Lactalis è pronta ad acquisire il 71,031% di Parmalat a un prezzo di 2,60 euro per azione, il 21,3% in più rispetto alla media degli ultimi dodici mesi, il 12,5% sopra la chiusura di giovedì scorso. Il gruppo francese è pronto così a sborsare 3,375 miliardi di euro, il che significa valorizzare la Parmalat a 4,75 miliardi. E chi vorrà  opporsi ai francesi, dovendo fare un’offerta sulla totalità  del capitale, dovrà  mettere sul piatto una cifra vicina ai cinque miliardi di euro. Inutile dire che il titolo della casa parmense ha fatto un salto del 10,73%, chiudendo a quota 2,56 euro. I francesi aggiungono di voler garantire la quotazione del titolo a Milano con l’eventuale reintroduzione in Borsa di un flottante. Emmanuel Besnier, patron dell’azienda transalpina, si è espresso solo attraverso un comunicato: «Abbiamo un progetto di crescita ambizioso per Parmalat: farne il gruppo italiano di riferimento nel latte confezionato a livello mondiale, con sede, organizzazione e testa in Italia». Lactalis valuterà  l’ipotesi di far confluire nella Parmalat le proprie attività  europee nel settore del latte confezionato, fra cui quelle in Francia e in Spagna. E ribadisce «la volontà  di sviluppare il proprio piano nel rispetto dell’italianità  di Parmalat, mantenendo la sede in Italia, salvaguardando gli asset produttivi, i posti di lavoro e la filiera italiana del latte, nell’interesse dell’economia del territorio». Più in generale, Lactalis ricorda che l’unione tra le due società  darebbe vita al leader mondiale del settore lattiero – caseario (14 miliardi di fatturato) e afferma di essere passata all’attacco a causa dei tentativi italiani di sbarrar loro la strada. La tempistica dei normanni ha spiazzato i politici. Il ministro delle Finanze, Christine Lagarde, non avrebbe nascosto il suo imbarazzo al momento di incontrare Tremonti e avrebbe candidamente ammesso di aver avuto la notizia mentre saliva sull’aereo per Roma. Sarkozy e Berlusconi hanno invece cercato di sdrammatizzare. Il presidente del Consiglio è sembrato sconfessare pubblicamente Tremonti: «L’economia dev’essere sempre e comunque libera». Poi ha detto di non considerare ostile l’Opa della Lactalis, pur auspicando che «gruppi italiani arrivino ad una proposta affinchè si possa stabilire un accordo con una partecipazione italiana all’Opa». Secondo Berlusconi, la scelta dei tempi della Lactalis «è singolare, ma escludo che il governo francese avesse consapevolezza della sovrapposizione temporale» tra il vertice e l’Opa. Sarkozy, dal canto suo, è stato suadente; ha esaltato l’amicizia tra i due paesi, caldeggiato la costruzione di grandi gruppi italo-francesi, ha ricordato che il saldo commerciale bilaterale è favorevole all’Italia. E i due governi, con la nomina di due personalità  ad hoc, cercheranno di avvicinare i punti di vista di francesi e italiani per far sì che l’Opa di Lactalis perda il suo carattere di azione aggressiva. Per l’Eliseo si occuperà  della vicenda il segretario generale della Presidenza, Xavier Musca, per l’Italia il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta.


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