Rimesse per la prima volta in calo: nel 2010 -5,4%

VENEZIA – Cala per la prima volta il flusso di denaro inviato dagli immigrati al paese d’origine. Con oltre 6,4 miliardi di euro di rimesse, il trend del 2010 rispetto all’anno precedente si ferma bruscamente al -5,4%. In media, l’ammontare inviato in patria da ogni straniero è di 1.508 euro all’anno: un dato anch’esso in calo rispetto ai 1.734 euro registrati nel 2009. Complessivamente, questi flussi di denaro equivalgono allo 0,41% del Pil nazionale (sceso rispetto allo 0,44% rilevato l’anno precedente). I dati sono stati diffusi oggi dalla Fondazione Leone Moressa di Venezia, secondo cui  “la crisi ha messo a dura prova i bilanci degli immigrati, che si sono visti costretti a ridurre quella parte di risparmio che prima veniva inviato nei paesi di origine, ma che ora viene trattenuto per potersi garantire un sufficiente livello di sopravvivenza”. Alla base del calo, però, c’è anche la decisione di molti stranieri di ricongiungere il proprio nucleo familiare in Italia.

Al volume di rimesse contribuisce in modo significativo la componente asiatica: con oltre 3 miliardi di euro, questa macroarea concentra il 47,4% di tutti i flussi monetari. Il resto è diviso tra paesi europei (27,4%), africani (12,5%) e americani (11,6%). Il calo di trasferimenti si è fatto sentire un po’ ovunque: l’Asia ha toccato -9,5% e l’Africa -4,5%. L’unica eccezione è quella dei paesi europei, che registrano un +4,2%.
Quanto ai singoli paesi, è la Cina al vertice della classifica, con un totale di 1,7 miliardi di euro nel 2010, pari a 9 mila euro per ogni immigrato. Non a caso, come riferiscono i ricercatori, “si stima che i cinesi dall’Italia riescono a mantenere oltre mezzo milione di connazionali in patria”. Nonostante questo, il trend negativo ha colpito duro il paese, con un calo del 10,2%. Secondo paese di destinazione è la Romania, dove sono stati inviati lo scorso anno 800 milioni (-3%). Con un totale di 712 milioni e 5.761 euro procapite (-11,1%), i filippini riescono a sostenere una comunità  in patria di 468 mila concittadini, mentre i bengalesi si fanno carico di 400 mila persone e i senegalesi di 308 mila.

Il flusso dall’Italia parte prima di tutto dalla provincia di Roma, che con 1,7 miliardi di euro assomma oltre un quarto di tutte le rimesse. Seguono Milano, Napoli, Firenze e Prato. Quest’ultima è la zona in cui la quasi totalità  delle rimesse (il 90,5%) defluisce verso il paese asiatico. La Romania è invece il primo paese di destinazione per Torino, Brescia e Verona, mentre per le Filippine è Bologna. (gig)

 

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