Roma: la giunta Alemanno stravolge la Città  dell’Altreconomia

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È la nuova versione dalla Città  dell’Altra Economia (CAE) proposta dalla giunta Alemanno: secondo il nuovo bando, che scade alle ore 13 del 10 maggio, il Campo Boario dell’ex Mattatoio a Testaccio, fino ad ora riservato alle economie alternative e alle energie pulite, potrà  ospitare queste e altre attività  che niente hanno a che fare con il progetto iniziale.

“Nonostante gli impegni assunti personalmente dal Sindaco –afferma Riccardo Troisi, presidente del Consorzio – che qualche mese fa aveva concordato con le realtà  dell’economia sociale e solidale un forte rilancio del progetto e accolto pienamente l’avvio di un tavolo di progettazione cittadina per il futuro degli spazi della Città  dell’Altra Economia, ci ritroviamo oggi senza parole nel vedere uscire improvvisamente un bando per l’assegnazione degli stessi spazi”. Il Campidoglio sta facendo un uso illegittimo dell’espressione Altra Economia” – ha dichiarato Luigi Nierila Repubblica. “In questo modo si mette ufficialmente la parola fine su una delle esperienze più innovative della capitale, finalizzata a promuovere la green economy e le attività  produttive basate sul rispetto dei diritti umani”.

Nei mesi scorsi era infatti stato aperto con una cinquantina di realtà  operanti nel mondo dell’economia sociale e del terzo settore un “Tavolo di progettazione” per il rilancio della Città  dell’Altraeconomia che facesse tesoro dell’esperienza già  maturata dalle organizzazioni insediate e che aprisse alla partecipazione e coinvolgimento di altre realtà  attive nel campo dell’economia sociale e solidale. Nei giorni scorsi, invece, il Dipartimento Periferie di Roma Capitale – Autopromozione Sociale, ha emanato unAvviso Pubblico per l’assegnazione degli spazi della CAE a dieci nuove imprese “senza alcun vincolo rispetto all’attività  economica intrapresa, scavalcando le delibere di giunta già  approvate e che destinavano gli spazi della CAE a specifici settori economici” – riporta la lettera aperta inviata al sindaco Alemanno dalle realtà  aderenti al Tavolo.

“Al di là  delle incongruenze e contraddizioni insite nell’Avviso – sottolineano le associazioni – ci sorprende il fatto che questo atto marca una scelta contraria al percorso concordato e al lavoro fatto dalle tante cooperative, associazioni e forze sociali che si sono impegnate su questa progettazione”. Secondo le associazioni del Tavolo, stando al bando emesso dal dipartimento comunale capitolino, “scomparirebbero di colpo le attività  fondanti dell’Altra Economia, ossia il riuso e riciclo dei materiali, le energie rinnovabili, il turismo responsabile, il commercio equo e solidale, la finanza etica, il software libero, l’agricoltura biologica, la comunicazione sociale legata al terzo settore e le iniziative culturali connesse a queste tematiche”.

“Proseguire nella strada indicata dall’Avviso significherebbe – sostengono le associazioni – chiudere definitivamente la possibilità  di avere nella nostra città  uno luogo dedicato alla promozione delle tantissimeesperienze di economia solidale. Un’esperienza unica in Europa”. Le associazioni denunciano perciò che “il bando appena uscito stravolge gli obiettivi di rilancio, di inclusione e di allargamento alla base del Tavolo di progettazione” ed invitano pertanto il sindaco Alemanno “a verificare e rivalutare insieme la situazione creatasi in questi giorni”.

“Chiediamo chiarezza al Sindaco – spiega Riccardo Troisi – rispetto alle scelte individuate nella concertazione con le cooperative, le associazioni e le forze sociali che stanno ricreando ulteriori posti di lavoro nello spazio in questione. Il bando appena uscito stravolge gli obiettivi di rilancio che ci siamo dati in questi mesi e che proprio per questo era stato rimesso in discussione dal Sindaco in attesa di verificare il buon esito della progettazione per il rilancio complessivo del progetto”.

Il Tavolo di progettazione della CAE ha prodotto un documento progettuale che assume come vincolo il fatto che “i costi di gestione della CAE non debbano essere sostenuti dall’Amministrazione Comunale”. A questo documento hanno lavorato e hanno aderito più di 50 organizzazioni tra imprese ed associazioni, raggiungendo un numero di realtà  molto più ampio di quello previsto nel Bando. “Per questo riteniamo che il Bando sia ormai superato dal lavoro e dalla partecipazione avuta al Tavolo di progettazione per il rilancio della CAE” – evidenziano le associazioni.

Tra l’altro – fanno notare le associazioni – “il bando anche nelle definizioni contrattuali non corrisponde in alcun modo alla vocazione di utilità  sociale di quello spazio e di un rapporto con le attività  sociali e di tutela dell’ambiente dovrebbe ispirare l’azione di un ente locale”. E lascia aperto, appunto, l’utilizzo degli spazi della Città  dell’Altreconomia per tutta quella serie di produzioni – compresa la “fabbricazione di armi e munizioni” – che sono stati prese, pari pari, dai codici delle categorie commerciali dell’ISTAT. Grave se fosse solo una “svista”. 


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