Siria, fuga di massa verso il Libano “500 persone sono state uccise”


DAMASCO
– Nelle rivolte scoppiate in Siria all’inizio di aprile  sono stati uccisi 500 civili. Se confermato, il bilancio fornito dall’organizzazione per i diritti umani Sawasiah testimonierebbe la crudeltà  della repressione del regime. Sempre secondo la Ong fondata dall’avvocato per i diritti umani Mohannad al-Hassani, migliaia di persone sono state arrestate e molte risultano disperse dopo le dimostrazioni per chiedere libertà  politica e la fine della corruzione. Il numero delle vittime sarebbe aumentato drasticamente negli ultimi giorni, dopo la stretta decisa dal regime con l’invio dei carri armati a Deraa , cuore delle proteste, dove mancano acqua ed elettricità . E, stando all’agenzia France Presse, centinaia di siriani stanno abbandonando il loro Paese fuggendo a piedi e stanno entrando nel nord del Libano. La fuga sarebbe dovuta ai gravi disordini scoppiati nella città  siriana di frontiera di Tall Kalakh.

Gli attivisti, però, non si arrendono. Un appello a manifestare domani “in tutte le piazze e in tutte le strade” della Siria è stato lanciato oggi su Facebook dagli attivisti dei “Giovani della rivoluzione siriana”. Nel messaggio si afferma che domani sarà  un “Venerdì della collera”, e di “solidarietà  con Deraa, di fatto sotto assedio da parte delle  forze di sicurezza.

Sul fronte diplomatico , Mosca ha chiesto a Damasco un’indagine “trasparente ed efficiente” sugli incidenti che hanno causato la morte di civili e ha lanciato un appello affinché non sia usata la violenza contro le manifestazioni pacifiche. “Dal 25 aprile i dirigenti siriani hanno svolto operazione speciali per ripristinare l’ordine pubblico nella città  di Deraa e in alcune altre città “, ha dichiarato Alexiei Sazonov, portavoce del ministero degli Esteri russo, citato dall’agenzia Interfax. “Noi vogliamo che Damasco svolga un’indagine trasparente ed efficiente su tutti gli incidenti che hanno portato alla morte di civili. Partiamo dal fatto che la violenza nel corso di marce e manifestazioni pacifiche deve essere esclusa”, ha aggiunto.

Ma anche il regime di Assad si muove. Oggi il ministro degli Esteri siriano Walid Muallim convoca gli ambasciatori degli Stati Uniti e di diversi Paesi europei con l’obiettivo di mostrare loro le prove di un presunto complotto organizzato all’estero per destabilizzare la Siria


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