Due impiegati al posto di uno auto blu e opere incomplete è caccia agli sprechi pubblici

ROMA – Tra una decina di giorni il ministro dell’Economia si ritroverà  sulla scrivania il primo rapporto analitico su come tagliare la spesa pubblica. Lo studio suggerirà  come snellire il bilancio dello Stato mettendo al bando le inefficienze: dagli sprechi delle auto blu, ai farmaci che in alcune regioni raggiungono costi esorbitanti; dalle tecnologie a volte obsolete a volte troppo sofisticate, comunque poco adatte alle capacità  dei dipendenti; fino agli enti inutili e mai estinti. 

Giulio Tremonti ha affidato questa gravosa analisi ad un tecnico bipartisan tra i più accreditati in via Venti Settembre: Piero Giarda, dal 1996 sottosegretario alle Finanze nel primo governo Prodi, è oggi coordinatore del “Gruppo di studio sulle voci di spesa nel bilancio pubblico”. 
Il lavoro in verità  mette in discussione il metodo Tremonti, quello dei “tagli lineari” e indiscriminati ai bilanci ministeriali che tante polemiche sta suscitando. Suggerisce, semmai, la strada inglese della selezione delle spese (“spending review”). Soluzione – spiega il rapporto – che porterebbe a «cancellare interi pezzi dell’intervento pubblico perché non più rilevanti». 
All’interno dello studio di 40 pagine sono elencati orrori burocratici degni suddivisi in tre grandi categorie: inefficienze produttive, gestionali ed economiche. Ecco alcuni esempi: due o più impiegati per svolgere mansioni che talvolta nemmeno necessitano di intervento umano; l’uso spregiudicato di costose auto blu, oppure di risorse e mezzi pagati profumatamente dallo Stato. L’analisi promette di indicare opere pubbliche vitali con cantieri semideserti, e opere inutili ben sovvenzionate, portate a temine con incredibile (e sospetta) celerità . La Relazione della Corte dei Conti del 2009 segnala già  casi clamorosi di spreco.
Uno dei temi centrali è quello delle auto blu, un disastro tutto italiano nel quale il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, promette da tempo di mettere le mani. In questo ambito, l’obiettivo resta quello di tagliare la spesa annua di almeno la metà  entro il prossimo anno. Perché le uscite, in questo specifico settore, raggiungono la ragguardevole cifra di 4 miliardi l’anno. Sono soldi spesi per mantenere in vita il sistema dei “taxi” di Stato, 10 mila dei quali sono a completa disposizione del mondo politico. Secondo lo studio messo a punto dalla Pubblica amministrazione, in Italia le auto blu da tagliare sono 90 mila. Meglio puntare – si suggerisce – sulle più convenienti formule “tutto compreso” offerte dai noleggiatori di flotte auto.
Altra battaglia che si annuncia durissima per i tecnici di Tremonti è quella dei farmaci. Un recente studio del Codacons punta l’indice proprio sui costi esorbitanti in alcune regioni: in Sicilia, ad esempio, i medicinali costerebbero più che nel resto d’Italia, con scarti che vanno dai 20 euro ai 250 euro. 
Sullo sfondo l’analisi lascia intendere che solo il taglio degli sprechi di Stato potrebbe portare ad un alleggerimento delle tasse. Tasse che sono una delle maggiori zavorre per l’economia italiana. Da un lato, scoraggiano gli imprenditori dal rischiare denaro in nuove attività . Dall’altro, lo Stato spende tanti soldi riscuotere i tributi: e gli oneri – a volte – sono superiori ai benefici incassati.

 


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