Giornata mondiale senza tabacco. In Italia consumi in calo. Cina leader per produzione e vendite

ROMA – Oggi è la giornata mondiale senza tabacco. Il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  (Oms) per celebrarla è “La Convenzione Quadro dell’Oms sul Controllo del Tabacco”.
La “Convenzione Quadro dell’Oms sul Controllo del Tabacco -Who Fctc” è il primo trattato negoziato sotto l’egida dell’Oms per il controllo del tabacco, e rappresenta un successo nella promozione della salute pubblica. In vigore solo dal 2005, è già  uno dei trattati abbracciati più rapidamente e ampiamente nella storia delle Nazioni Unite, con oltre 170 Paesi aderenti. Un trattato basato sulle evidenze che riafferma il diritto di tutte le persone al più alto standard di salute e offre nuove dimensioni giuridiche per la cooperazione nel controllo del tabacco.
L’Istituto Superiore di Sanita, tramite il suo Osservatorio fumo alcol e droga (Ossfad), ha pubblicato il Rapporto sul fumo in Italia 2011. Ecco alcuni dati.

Nel mondo. L’andamento della produzione mondiale di sigarette fa registrare una incredibile crescita in Cina (+72%) e una drastica diminuzione in Europa (-65%) e nelle Americhe (-58%). Al momento la Cina con il 36,3% è il principale produttore di sigarette.
Vendite di sigarette in Italia. Analizzando gli ultimi 12 anni in Italia, si nota un picco di vendita nel 2002 con 102,9 millioni di kg. Si è trattato del picco di una crescita iniziata nel 1998 (91 milioni di kg). Dal 2002, però, le vendite hanno iniziato a precipitare (tranne un solo balzo in avanti tra il 2005 e il 2006), fino a raggiungere gli 87 milioni di kg nel 2010. In particolare, tra il 2008 e il 2009 si nota una diminuzione delle vendite del 2,35 e tra il 2009 e il 2010 del 2,1%.

Quanto al mercato delle sigarette nei principali Paesi europei, va detto che nel 2010 l’Italia, con i suoi 87 milioni di kg, precede la Germania (83,6%), la Spagna (72,4), la Francia (55) e il Regno Unito (46,7).
Generalmente, ad un aumento dei prezzi corrisponde una diminuzione delle vendite. Gli usa fanno scuola. A New York, infatti, un pacchetto di sigarette arriva a costare anche 12,50 dollari.
Sempre analizzando i dati ufficiali italiani di vendita, si nota che un incremento del 10% del prezzo reale delle sigarette porta ad una diminuzione del consumo del 4.3% e ad una diminuzione di fumatori del 3.0%. In Italia, un incremento dei prezzi non porta necessariamente un aumento del contrabbando di sigarette.
Per quanto riguarda il mercato illegale, sono 140 le operazioni realizzate alle dogane Ue per 41 milioni di sigarette sequestrate.
Da segnalare che le sigarette e i derivati del tabacco rappresentano il 34,7% di tutti gli articoli sequestrati alle dogane. I principali paesi di provenienza delle sigarette sequestrate sono Cina (68,3%), Emirati Arabi (15,9%), Cipro (11,3%). (da.iac) 

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