Per gli economisti Bank of America rischia come Lehman
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ROMA – Nel 2008, fu la Lehman. Qual è oggi l’istituzione finanziaria che potrebbe far deflagrare un’altra crisi, di portata simile a quella di tre anni fa? Almeno per gli Stati Uniti è Bank of America. Un suo crollo prosciugherebbe tanta liquidità da far traballare il sistema. Subito dopo la BofA, l’altra indiziata è Citicorp. Un gruppo di economisti della New York University ha provato a stilare una lista delle banche, assicurazioni, finanziarie che costituiscono il maggior “rischio sistemico”: la cui crisi, in altre parole, metterebbe a rischio l’intero sistema finanziario. “Troppo grosse per fallire” e, per questo, le autorità di sorveglianza devono controllarle con particolare cura.
Il criterio con cui è stata elaborata la lista comprende vari parametri, fra cui l’attesa caduta delle loro quotazioni azionarie nel caso in cui il mercato scenda del 2 per cento o crolli del 40 e la loro leva, cioè il rapporto tra capitalizzazione azionaria e valore del debito. La Bank of America, da sola, costituisce circa un sesto del rischio complessivo per il sistema, in virtù delle sue dimensioni e della relativa esiguità del capitale rispetto ai debiti. Segue un’altra banca, Citigroup, un’assicurazione, Metlife, ancora una banca, JP Morgan Chase e una seconda assicurazione, Aig. Vale la pena di notare che Aig e Citigroup sono state direttamente salvate dal governo, ma questo non ha sanato i loro squilibri di fondo. Questi primi cinque istituti sono responsabili del 55 per cento del rischio sistemico complessivo, ovvero del capitale che verrebbe a mancare al sistema, in caso di crisi finanziaria generalizzata. Seguono, secondo gli economisti della Nyu, altri cinque giganti: Morgan Stanley, Prudential, Goldman Sachs, Wells Fargo, Harford Financial.
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