Doccia gelata di Moody’s “Pronti a declassare l’Italia”

ROMA – L’agenzia di rating Moody’s sta valutando la possibilità  di declassare l’Italia e pone il paese sotto osservazione. Tre le ragioni alla base di questa scelta, comunicata ieri a tarda sera. Anzitutto le sfide sul fronte della crescita dovute alle debolezze strutturali del paese e a un probabile aumento dei tassi di interesse. Vi sono poi i rischi collegati all’attuazione dei piani di consolidamento dei conti pubblici che sono richiesti per ridurre l’indebitamento e mantenerlo a livelli sostenibili. E per finire, i pericoli connessi con i cambiamenti delle condizioni di finanziamento per i paesi europei ad alto livello di debito.
Attualmente il rating italiano è a quota Aa2. Moody’s avverte che un ribasso in futuro è possibile, specie se l’Italia non riuscisse a far fronte ai rischi individuati dagli analisti. Se così fosse, sarebbe la prima sforbiciata da oltre quindici anni. Le ultime decisioni dell’agenzia sul merito di credito italiano e dunque sull’affidabilità  del paese erano in senso positivo e risalgono rispettivamente al 1996 e al 2002.
Sorprende, la scelta di Moody’s, anche perché ancora un mese fa l’agenzia aveva espresso un giudizio positivo sulla situazione del paese. O meglio, si era dissociata da Standard & Poor’s che lo scorso 21 maggio aveva declassato il cosiddetto outlook, cioè le prospettive economiche dell’Italia: l’ingorgo politico – questa la motivazione di allora – pesa sul debito. Il ministro Tremonti aveva subito rassicurato: i conti sono in ordine.
In quell’occasione Moody’s aveva riconfermato il suo giudizio positivo sullo stato di salute nazionale spiegando che il rating a quota Aa2 era sostenuto da una economia molto avanzata, dal punto di vista delle dimensioni e della diversificazione. Certo, sulle spalle del paese pesava un “debito monstre”, che poneva limiti allo spazio di manovra fiscale del governo. Ma più del 50% di questo debito è in mano ai cittadini italiani, con scadenze lunghe. Dunque nessun particolare problema. Anche Fitch aveva lasciato invariato il suo giudizio: «Non c’è nessuna evidenza che la situazione di bilancio si stia deteriorando».
Ora invece Moody’s pare intenzionata a rivedere la sua posizione. Annuncia che guarderà  soprattutto «alle prospettive di crescita per l’economia nei prossimi anni, ed in particolare alla rimozione di strutturali colli di bottiglia che possono frenare la ripresa nel medio termine». Sotto il faro dell’agenzia di rating finirà  pure «l’abilità  del Governo nel raggiungere ambiziosi obiettivi di consolidamento dei conti pubblici», anche alla luce del possibile aumento dei tassi di interesse.
Si vedrà . Di sicuro ora l’attenzione del mercato si sposta a lunedì, per valutare la possibile reazione delle Borse, che avevano registrato freddamente il taglio di S&P. Per quel giorno sono previste anche le aste di Bot e Ctz, a cui seguiranno quelle di Btp e Cct. In questi giorni i rendimenti, e di conseguenza gli spread dei titoli di Stato dei paesi euro sono sotto pressione per via della Grecia. L’annuncio di Moody’s potrebbe provocare ulteriori tensioni.

 


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