“Io vado a Lampedusa”: sull’isola torna il turismo, ma stavolta è etico

Iniziativa per riportare i turisti sull’isola, all’insegna dell’antirazzismo, della legalità  e del rispetto dell’ambiente. Per finanziarsi iniziative anche a Bologna e in Emilia Romagna

Redattore Sociale Sergio Segio • 29/6/2011 • Buone pratiche e Buone notizie • 181 Viste

PALERMO – Lampedusa è, mai come in questo periodo, un luogo da riscoprire. Un’isola traboccante umanità  compressa da far conoscere. L’iniziativa “Io vado a Lampedusa”, nata nel 2010 dalla tesi di laurea sul turismo sostenibile di un ragazzo dell’isola, Andrea Pavia, propone di riscoprire la parte migliore dell’isola dal punto di vista umano come da quello paesaggistico. “Quella Lampedusa che vuole risolvere i propri problemi con l’impegno e l’onestà ”, per dirla con le parole dei promotori, “contro la paura e l’ignoranza che percorre tutta l’Italia e contro tutti coloro che gridano ai danni d’immagine causati dall’immigrazione”. Per questo i ragazzi di “Io vado a Lampedusa” si rivolgono “a tutti quelli che vogliono fare qualcosa per Lampedusa e a tutte quelle persone che credono che Lampedusa sia tanto, e non quello che ci restituiscono i media – spiega uno di loro, Dario Adamo –. Ci rivolgiamo a coloro che pensano il turismo in maniera diversa, non invasiva, non arrogante: di rispetto, delle persone e dell’ambiente”.

Per “non lasciare sola Lampedusa” si pensa allora a istituire un circuito che, assieme a chi si occupa di attività  turistica nell’isola,  rilanci il turismo “etico”. A chi accetterà  di far parte di questo modo di viaggiare alternativo, sarà  proposto di firmare una carta di principi assolutamente simbolica, i cui capisaldi essenziali sono due: essere antirazzisti e non pagare il pizzo. In questo modo, andare in vacanza a Lampedusa costituirebbe uno “schiaffo al razzismo e alla paura”, chiarisce Dario: un turismo “attento” consentirebbe il rinascere dell’isola e delle sue attività . “Io vado a Lampedusa” partecipa all’organizzazione del “Lampedusa in festival”, la rassegna di cinema che per il terzo anno consecutivo – ma stavolta senza alcun finanziamento dalle istituzioni – si svolgerà  sull’isola dal 9 al 23 luglio. A finanziarlo, la vendita in giro per l’Italia di magliette che promuovono l’iniziativa.

E per finanziarsi si va anche fuori dall’isola. L’iniziativa ha una “filiale” anche a Bologna. I ragazzi di “Io vado a Lampedursa” saranno infatti il 30 giugno al Festival Paniculture di Borgo Panigale, alla presentazione di “Soltanto il mare” di Dag Mawi Yimer, giovane regista eritreo che dalla sua esperienza di migrante ha tratto diversi lavori, nonché curatore di una delle due sezione in concorso (“Approdo e speranza”) al festival. Il docufilm è stato girato tra la fine 2010 e l’inizio del 2011, e costituisce un omaggio all’isola e ai suoi abitanti. Il banchetto sarà  presente anche al Festival Antifa dell’XM24. Dal 7 al 9 luglio luglio tappa ai Mondiali Antirazzisti di Castelfranco (Modena). L’associazione si affiancherà  poi alla Der (associazione documentaristi Emilia Romagna), ospitando al festival le pellicole realizzate in regione. Le magliette per sostenere “Io vado a Lampedusa” si possono ordinare anche sul sito web http://www.iovadoalampedusa.com/ (offerta minima 10 euro). (ilaria giupponi)

 

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